venerdì 23 marzo 2018

Alici a beccafico con profumo di finocchietto selvatico

Cari Amici,
oggi vi propongo una ricetta tipica siciliana, che vede protagonista il pesce azzurro probabilmente più diffuso, ovvero le alici.
È un piatto semplice, "povero" - i nostri nonni probabilmente potevano permettersi solo il pesce azzurro, poiché economico - , genuino, gustoso... impreziosito dal profumo di finocchietto selvatico poi, lo definirei divino!


Il pranzo eservito!




Per farli vi occorrono (4 persone):

600 gr di alici già pulite e aperte, senza lisca

90 gr di pinoli

50 gr di uvetta

100 gr di mollica di pane raffermo

Pangrattato

Prezzemolo

Finocchietto selvatico

Sale e pepe q.b.

Aglio

Scorza grattugiata di limone


Per prima cosa prendete la mollica di pane raffermo, privandola della crosta, mettete in mixer e aggiungete prezzemolo, pinoli, uvetta precedentemente ammollata, un pizzico di sale, pepe, il finocchietto selvatico - due ciuffetti -, aglio, scorza di limone grattugiata, un filo d'olio e poca acqua. Azionate e amalgamate tutto, ottenendo un composto compatto, omogeneo.
A questo punto prendete le alici già sciacquate, impanatele in un po' di pangrattato; prendetene una e adagiatela sul palmo della mano, stendete una noce di composto e mettete un'altra alice di sopra, aiutandovi con entrambe le mani per compattare meglio.
A questo punto potete cuocerle in due modi, o nel modo tradizionale, ovvero fritte, oppure al forno, per una versione più light!



Vi consiglio di accompagnare questo piatto con delle cipolle in agrodolce - fatto rigorosamente con vino cotto e aceto, non zucchero! - e, una volta impiattate, mettere una spolverata di scorzette grattugiate di limone.
È un piatto perfetto per la Primavera, poiché la freschezza del finocchietto selvatico si unisce meavigliosamente alla dolcezza dell'uvetta e alla corposità dei pinoli. Un trionfo di sicilianità!
Buon appetito!

lunedì 19 marzo 2018

Lavare i capelli con sapone solido naturale

Cari Amici, in un articolo passato scrissi come lavare i capelli con le argille, come sceglierle e perché preferirle agli shampoo commerciali.
Ebbene, oggi vorrei proporvi un ulteriore metodo per la pulizia della vostra chioma, nel pieno rispetto dell'ambiente e di noi stessi, etica fondamentale e imprescindibile di Secondonatura.




I motivi per i quali scegliere di lavare i capelli con la saponetta - magari autoprodotta - sono molteplici, e vi elenco quali:

- Non laverete più i vostri capelli con prodotti inquinanti e dannosi per la vostra salute

- Sprecherete meno plastica per eventuali flaconi

- Spenderete decisamente di meno, soprattutto se deciderete di autoprodurre voi stessi il vostro sapone

- Potete portarlo in viaggio senza che vi facciano problemi

- Potete insaponarvi in una sola volta senza cercare tra le miriadi di flaconi

- I capelli vi ringrazieranno

Ebbene, dopo avervi elencato i motivi per i quali dovreste scegliere la saponetta - spero di essere stata convincente - andiamo al succo.
Come si usa?!
Semplice, o insaponate le mani per poi massaggiare il cuoio capelluto e i capelli, o passate la saponetta direttamente sulla chioma.
Il sapone naturale tenderà a levare via il sebo in eccesso da ogni singolo capello, facendo aprire le cuticole, per questo è indispensabile un risciacquo acido - vi consiglio l'aceto di mele bio - per richiuderle e rendere i capelli morbidi e ulteriormente lucidi.
Basta mezzo bicchiere di aceto con un po' di acqua da versare direttamente sui capelli...et voilà, pronti e puliti!

Consiglio questo tipo di lavaggio a tutti quelli che non hanno capelli trattati con decolorazioni, permanenti e lisciatura chimica, poiché potrebbe volerci un po' prima che il vostro capello scarichi tutto il chimico e torni ad essere sano e naturale. L'ideale sarebbe passare prima a degli shampoo eco bio, almeno per un anno, e poi passare alla saponetta.

Provate e mi direte! Io ormai non riesco più a comprare shampoo.
Alla prossima.

Pancakes di Primavera



La ricetta che vi propongo oggi è molto semplice ma anche
fantasiosa, perfetta per sorprendere i vostri piccini in una soleggiata domenica mattina.


Gli ingredienti che vi occorrono sono:

- 100 gr Farina integrale di Timilìa (ma va bene qualsiasi voi abbiate a disposizione)

- 100 ml di latte (io ho usato quello di capra di un allevatore qui vicino, sul Monte Gorna, ma va bene anche una bevanda vegetale)

- 50 gr di zucchero integrale di canna (ho usato la varietà Dulcita)
- 1 uovo (di galline felici è meglio)

- 1 cucchiaino di cremor tartaro

Per la guarnizione:

- 100 gr di cioccolato extra fondente

- fiori commestibili a piacere


Procedimento:

Miscelate in una boule gli ingredienti secchi - farina, lievito e zucchero -, aggiungete quindi l'uovo e il latte a temperatura ambiente. Lavorate il composto aiutandovi con un frustino, cosicché non si formino grumi.
Lasciate riposare il composto per mezz'ora, dopodiché ungete leggermente la padella antiaderente con dell'olio - meglio di semi, biologico, perché dal sapore più delicato - e mettete un po' del composto al centro, muovendo la padella, cosicché si distenda maggiormente.
Quando si formeranno delle bollicine sopra, potete girare il pancake e lasciar cuocere l'altro lato per qualche minutino.
Mettete sul piatto e aggiungete subito i pezzettini di cioccolato fondente, che avrete ottenuto rompendo la barretta con un mattarello.
E via con l' altro pancake, fino a formare una torretta.
In cima disporrete poi gli ultimi pezzettini di cioccolato fondente e i vostri fiorellini.
Le violette, in particolar modo, si prestano molto alle ricette dolci, poiché hanno quel caratteristico profumo delicato e allegro, adatto per svegliarsi bene in una mattina di primavera.

Accompagnate questa colazione con un frutto fresco, e con una buona tisana, o tè aromatizzato, magari con cannella, menta, acqua di rose e petali di zagara.

Se vi è piaciuta la ricetta condividete.
Grazie sempre Amici!

lunedì 5 febbraio 2018

Pane di Tumminia

La Tumminia - in italiano Timilìa - è una varietà molto antica di grano siciliano. Apprezzata per il suo sapore unico, dolciastro, importante, saporito, come tutti i grani macinati a pietra integrali, si presta per varie ricette, dalla pasta ai biscotti.
La ricetta che vi propongo oggi è quella del mio pane fatto in casa. Chi spera di ottenere un pane morbido, molto alveolato, spumoso, con una farina di grano antico integrale, quale la Tumminia, ha proprio sbagliato concezione di pane. La farina integrale è una tipologia molto "pesante" e complessa perché si possa ottenere un pane molto alveolato, con i buchi, per questo è importante idratare bene l'impasto, aggiungendo 2/3 di acqua rispetto al peso della farina. Tuttavia, si otterrà un pane morbido, un po' fitto, ma assolutamente squisito. Ingredienti:
- 1kg farina integrale di Tumminia macinata a pietra
- 750 grammi di acqua
- 200 grammi di lievito madre rinfrescato il giorno prima
- 25 grammi di sale

Per prima cosa, occorre sciogliere il lievito madre in un po' d'acqua fredda; setacciate quindi la farina dentro il vostro recipiente scelto.
A questo punto, aggiungete un po' di acqua tiepida iniziando a lavorare con una spatola per pane, aggiungete quindi il lievito madre e la restante acqua. Prima di "chiudere" l'impasto, aggiungete il sale.
Infarinate le mani, e iniziate a lavorare sulla spianatoia il vostro impasto, energicamente, cercando di far inglobare quanta più aria possibile, effettuando quelle che in siciliano si chiamano "i 7 facci", le sette facce, ovvero le 7 pieghe necessarie affinché l'impasto prenda aria.
Dopo circa tre quarti d'ora di lavoro, lasciate lievitare l'impasto in una cesta coperta da un canovaccio bianco - vi raccomando, mai lavato con detersivo, ma solo con bicarbonato - con della farina sul fondo. Adagiate per bene l'impasto, cospargetelo di un velo di farina, coprite con un canovaccio sempre bianco e pulito e con delle coperte per circa due ore. Trascorso questo tempo riprendete il vostro impasto e fate altrettante facce, per inglobare aria, per poi rimetterlo in cesta. Eseguite questo procedimento ogni 2 ore, fino a quando il vostro impasto sarà ben lievitato, in media dopo 6 ore.
Prima di infornare, tagliate con una lima per pane la superficie della vostra pagnotta - o forma che preferite -; ricordatevi di accendere circa mezz'ora prima il vostro forno, alla temperatura massima, statica, ponendo un recipiente pieno d'acqua all' interno. Dopo aver infornato, aspettate 10 minuti e scalate di temperatura di un livello, questo ogni 10  minuti, fino a raggiungere i 180^. Dopo 40/50 minuti il vostro pane sarà pronto.
Buon sano appetito!

martedì 2 gennaio 2018

Almanacco Gennaio 2018

Il segno celeste che domina in questo mese è l' Acquario, nel quale il Sole entra il 20 e resta fino il 18 Febbraio. Il segno dell' Acquario è casa di Saturno;  se la Luna entrerà crescendo nel segno, denota, nei paesi dominati dall' Acquario, abbondanza di grano, se invece entrerà calando, vi saranno burrasche e straripamento di fiumi.

La pioggia nella sera del primo giorno di questo mese pronostica cattivo clima tra i potenti della Terra; i venti nella notte, invece, pronosticano pestilenze.
Si osservi però quale vento soffia; se viene da Levante vi sarà morìa di animali, se da Ponente morirà qualche personaggio celebre, se verrà dal Sud sarà un anno pestilenziale, se soffia la Tramontana sarà sterile.
Se la prima notte sarà chiara e serena, senza vento, l'anno sarà abbondante di ogni bene.

Se il secondo giorno sarà sereno, vi sarà abbondanza di pesce.
Se il terzo giorno sarà sereno, invece, vi saranno molte tempeste e pericoli.
Se il quarto giorno sarà nuvoloso, sarà un'annata pestilenziale.
Se l'inizio e la fine del mese sarà bello, l'anno sarà felice e buono.

Se nel corso del mese tuona, specialmente nei paesi caldi, e soffiano venti impetuosi, sarà un'annata abbondante.

Se il 22, nel giorno di San Vincenzo Martire, sarà sereno, pronostica grande quantità di uva e ottimo vino; se nuvoloso sarà mediocre e se piove vi sarà scarsezza.

Segnate il tempo del 25 di questo mese, per la Conversione di San Paolo; le qualità di questo giorno rappresentano le future 4 stagioni.
Se in questo giorno il tempo sarà bello, l'anno sarà felice con abbondanza di frumento. Se ventoso, l'anno sarà molestato da guerre e discordie tra uomini. Se pioverà vi sarà carestia.

Un antico proverbio siciliano recita:"Innaru puta paru"; in questo mese effettuate la potatura dei vostri alberi, incluse le viti e gli ulivi, prestando attenzione a non effettuare la potatura in giorni particolarmente freddi.

Sdradicate le erbe infestanti, preparate il terreno per le semine primaverili, concimandolo; smuovete le zolle della Terra delle leguminose e scavate delle buche per piantare i nuovi alberi, non in giorni di ghiaccio.

Annaffiate le piante interne, aiutandovi con il getto della doccia, in modo da lavare bene le foglie e far bere abbastanza acqua alle piccole amiche verdi.

"A Luna di Innaru fa lustru comu n'iornu chiaru", la Luna del 2 Gennaio è la più splendente, nel segno del Cancro, e invita alla meditazione, alla calma e raccoglimento.
La Luna nuova del 17, nel segno dell'Acquario, invita alla creatività.

domenica 10 dicembre 2017

Biscottini vegan da tè

Ben trovati a tuttii!
Quella che vi posto oggi è una ricetta semplicissima da fare, adatta ai vegani, e anche a chi, per diversi motivi, non può mangiare latte e uova.



Ingredienti:
500 gr. di farina bianca o semintegrale
175 gr. di zucchero impalpabile  (va benissimo quello integrale di canna, purché polverizzato con un buon frullatore a lame potenti)
300 gr. di margarina o burro di soia
Vaniglia in polvere q.b.

Setacciate la farina e aggiungete lo zucchero, amalgamando. Aggiungete in seguito la margarina e lavorate bene, fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Lavorate dando la forma che preferite.
Infornate a forno ventilato precedentemente riscaldato, 180^ per 10  minuti e poco più.
Lasciate raffreddare e, se lo volete, immergete i biscotti nel cioccolato fondente fuso, lavorato con un po' di olio di semi e lasciar solidificare sulla carta da forno.

Questi biscotti sono perfetti da accompagnare ad un ottimo tè nero, impreziosito con petali di fiori di arancio amaro, da condividere con gli amici più cari.
Buon tutto a tutti!

lunedì 4 dicembre 2017

Almanacco settimanale dal 4 al 10 Dicembre 2017

Se non lo avete ancora fatto, questa settimana è ottima per recidere rami e arbusti in previsione del Natale, per addobbare casa in maniera naturale e a costo zero. Vischio, Pungitopo, tralci di vite ammollati e intrecciati, bacche, felci...scegliete quello che più vi piace.

Per quanto riguarda la campagna, potete vangare il terreno, coprire con un telo gli ultimi ortaggi piantati o effettuare la pacciamatura.
Piantate nuovi alberi da frutto e iniziate a potare quelli che in estate sono stati pieni di frutti. Togliete i limoni dai rami, per incentivare la pianta alla nuova fioritura.
Potate i piccoli arbusti da fiore.

La Luna Calante in Cancro invita al riposo nei primi giorni della settimana, e alla cura della casa.

venerdì 1 dicembre 2017

Almanacco Dicembre 2017

Il segno celeste che domina in questo mese è Capricorno, casa di Saturno, nel quale il Sole entra il 22 e dura fino il 20 Gennaio.
Se la Luna di Dicembre entrerà crescendo nel segno del Capricorno, vi saranno grandi burrasche e tempeste in mare; se entrerà calando, vi sarà sterilità nelle terre.
In questo mese, giorno 21, cade il Solstizio d' Inverno.

L'ultimo giorno della Luna di Dicembre è in genere cattivo.
Se in questo mese tuona, Marzo sarà ventoso; se tuona dal giorno di S. Lucia fino al dieci di Gennaio, a Marzo vi saranno venti fortissimi.

Se il giorno di Natale sarà sereno, la Pasqua sarà piovosa.
Se la notte di Natale e il giorno stesso vi saranno nuvole, vi sarà scarsità di ortaggi, vino e frumento.

In questo mese cadono le Cariennili, in siciliano Carènnuli, e le piccole Cariennili, le Carennuliddi; ovvero, si osservano i fenomeni atmosferici dal 13 fino al 24, e dal 26 al 6 Gennaio, per pronosticare il meteo dell'anno prossimo a venire. Ciascun giorno corrisponde rispettivamente a un mese, per cui diremo
Carennuli...
13 Dicembre = Gennaio
14 Dicembre = Febbraio
15 Dicembre = Marzo
16 Dicembre = Aprile
17 Dicembre = Maggio
18 Dicembre = Giugno
19 Dicembre = Luglio
20 Dicembre = Agosto
21 Dicembre = Settembre
22 Dicembre = Ottobre
23 Dicembre = Novembre
24 Dicembre = Dicembre

E ancora, le Carennuliddi...

26 Dicembre = Dicembre
27 Dicembre = Novembre
28 Dicembre = Ottobre
29 Dicembre = Settembre
30 Dicembre = Agosto
31 Dicembre = Luglio
1 Gennaio = Giugno
2 Gennaio = Maggio
3 Gennaio = Aprile
4 Gennaio = Marzo
5 Gennaio = Febbraio
6 Gennaio = Gennaio

Segnate quindi tutti i fenomeni atmosferici di quei giorni, dall'alba al tramonto; vento, pioggia, gelo, sole, nuvole... sarà anche divertente coinvolgere i bimbi e verificare poi mese per mese.
Per ulteriori informazioni leggete il mio articolo sulle Carènnuli e Carennuliddi in blog.

LUNA CRESCENTE (1-2; 19-31) LUNA CALANTE (4 - 17): l'inverno è ricco di doni gustosi, raccogliete cavoli, broccoli. Ricordatevi di lavorare il terreno, concimandolo e facendolo arieggiare; letamate gli ulivi e potateli, insieme agli agrumi e ai piccoli arbusti.
Piantate cavoli, cipolle, indivia, lattughe, ravanelli. Pacciamate le piantine, per proteggerle dal freddo. Interrate i bulbi che fioriranno in primavera, come i Giacinti.

LUNA PIENA (3 Dicembre) in Gemelli, ottima per fare ginnastica dolce, per prevenire eventuali crampi causati dal freddo.

LUNA NUOVA (18 Dicembre) in Capricorno, ideale per abbandonare cattive abitudini e darsi alla creatività.

Aspettiamoci venti freddi dai Balcani e la neve, nonché gelate...rintempriamoci con una buona tisana di Rooibos, cannella, cardamomo, scorzette d'arancia, pepe rosa, chiodi di garofano, anice stellato e basilico.

lunedì 20 novembre 2017

Almanacco dal 19 al 26 Novembre 2017

Questa settimana inizia con una bellissima Luna Crescente nel segno del Sagittario, la quale è ottima per mettere in ordine tutte quelle cose che sono di impaccio, e di rinnovarsi con una nuova grinta, nonostante Santa Caterina porti il vero freddo invernale.
In campagna sono i giorni ideali per raccogliere gli ortaggi e la frutta per il consumo fresco, per seminare le ultime leguminose, come fave e piselli. Ricordatevi di proteggere il terreno con della pacciamatura o un telo, affinché le gelate non facciano morire le piccole piantine. 
Ricordatevi che martedì 21 vi è l' Apogeo, per cui è meglio sospendere tutti i lavori agricoli per un giorno.

Lavorate il terreno, rompendo le zolle, per farlo respirare, giacché il pericolo di funghi è dietro l'angolo!

Che dire, siete pronti al primo freddo? Consolatevi con una buona tisana, mettendo in infusione cannulla in corteccia, chiodi di garofano, liquirizia, cacao crudo e cardamomo.

(In foto la mia canasta quasi pronta per essere raccolta e gustata)

venerdì 17 novembre 2017

Tinture naturali per capelli. Parte prima

Carissimi lettori,
Oggi vorrei approfondire un argomento il quale sono certa che molti di voi apprezzeranno, ovvero l'hennè!
L’hennè è la polvere di una nota pianta, la Lawsonia inermis, la quale viene coltivata per lo più in paesi orientali e asiatici.
Viene usato in diversi paesi principalmente per tatuaggi decorativi, ma anche come riflessante per capelli. Negli ultimi anni ha preso piede anche nei paesi occidentali l'utilizzo di questa polvere per donare dei riflessi alle chiome, ma bisogna precisare alcune cose prima di spiegarvi come utilizzarlo.
Il vero hennè da'  tonalità sul rosso, dal caldo al freddo. Le altre tonalità vengono combinate grazie alla miscela della Lawsonia con altre polveri vegetali tintorie, le quali, per comodità, vengono chiamate comunque hennè.
Esistono poi, sempre che si parli di Lawsonia, delle differenze a seconda dei luoghi dove viene coltivata; l’hennè marocchino – il favoloso Tazarine ad esempio – darà riflessi rosso caldo (rame), mentre l’hennè indiano e pakistano – ad esempio Lala menana, zarqa, jamila – daranno riflessi freddi (rosso ciliegia).
Questo dipende sostanzialmente dal periodo di raccolta e dalle foglie della pianta che vengono selezionate. Va detto comunque che l’hennè è un riflessante, non stravolgerà il vostro colore di capelli, ma, in base al vostro colore di partenza, potrà assumere diverse tonalità. Se, ad esempio, una donna con una base biondo cenere farà un Tazarine, quindi colore caldo/rame, il risultato sarà un bel colore rosso Tiziano. Se a farlo sarà una donna con capelli neri, le tonalità saranno visibili alla luce del sole, e saranno debolmente visibili. Per questo l' hennè è straordinario, perché assolutamente soggettivo e combinabile.
Parlavamo delle altre polveri vegetali con potere tintorio, e di come queste, combinate sempre con Lawsonia, possano arricchire il nostro hennè con ulteriori poteri riflessanti. È fondamentale comunque che vi sia sempre una parte di Lawsonia, anche se piccola, poiché agevola il fissaggio degli altri pigmenti al capello, essendo esso stesso un potente pigmento attivo.
Per cui, per chi vorrà fare un hennè nero, dovrà combinare l'indigo con una piccola percentuale di Lawsonia; stessa cosa per un castano scuro, per un castano chiaro e anche per il biondo. Per chi poi fosse perplesso sul poter tintorio dell' hennè, a causa della numerosa quantità di capelli bianchi, occorre precisare un paio di cose. Ovvero, i capelli bianchi non verranno mai coperti interamente, ma assumeranno tonalità molto più chiare, che spaziano dal giallino, all'arancione e al ciliegia chiaro; occorre quindi non solo prolungare i tempi di posa, ma effettuare a distanza di un paio di giorni una seconda passata di hennè, per rafforzare la tonalità.

Come si riconosce un buon hennè? Innanzitutto vi consiglio di optare per un hennè che sia Body Quality, ovvero utilizzato per tatuaggi, poiché la quantità di lawsone – pigmento naturale della pianta – contenuta sarà più consistente, e dunque con un potere tintorio più efficace e duraturo.
L'inci sulla confezione deve avere solo come ingrediente la dicitura “Lawsonia inermis” o comunque il nome latino o inglese delle piante utilizzate. Se contiene la dicitura “picramati”, state sicuri che non è un buon hennè naturale, ma arricchito con pigmenti chimici nocivi.
Un buon hennè deve avere sulla sua confezione il mese e l'anno di raccolta; se la data è recente è meglio. La consistenza dev'essere molto fine, quasi borotalco; se quando metterete dell' acqua vedrete formarsi dei grumi sabbiosi, è perché alcuni furbetti aggiungono davvero della sabbia. Un buon hennè mescolato con acqua avrà una consistenza cremosa, facile da stendere.
Dove trovare l’hennè? Potete provare nei negozi etnici, o comunque botteghe di indiani, arabi, pakistani; nei negozi biologici, erboristerie o internet.
A tal proposito vi consiglio di dare un'occhiata su Zenstore, Aromazone – sito francese dove si possono trovare tantissime erbette ayurvediche e anche tintorie – e altri che trattano prodotti naturali.

Nel prossimo articolo analizzeremo ciascuna erbetta, cercando di capire come combinarle tra loro e la procedura pratica per fare la posa.