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domenica 2 settembre 2018

Passiflora. Proprietà e impieghi

Amici! È da un po' che non vi parlo delle proprietà delle erbe e dei loro utilizzi...ho deciso di rimediare parlandovi della Passiflora Incarnata.
Contrariamente a quel che si pensi, il nome di questa pianta - da alcuni chiamata frutto della Passione - non indica proprietà afrodisiache, ma, piuttosto, la somiglianza degli apparati del fiore con alcuni strumenti della Passione di Cristo. Gli stimmi assomiglierebbero ai chiodi, la corolla alla corona di spine e così via. Difatti, il nome della pianta, ha un'etimologia ben precisa,
 Passio, sofferenza, flos fiore, 
Incarnata del colore della carne.Ma veniamo alle proprietà! 
Di questa pianta si utilizzano le parti aeree, ovvero fiori, foglie e steli, che si raccolgono a fine estate, quando le proprietà insite nella pianta sono all'apice, grazie allo stato vegetativo sviluppato.
È una pianta esotica, della quale esistono diverse tipologie, tuttavia si adatta anche ai nostri climi. Le parti aeree sono utilizzate in campo erboristico, ma i frutti della pianta sono delicati e gustosi.
La Passiflora ha proprietà Sedative, Spasmolitica,  soprattutto per le mucose bronchiali.
Il decotto, l'infuso e la tintura madre vengono somministrati in caso di nevrosi e stati ansiosi; se consumata con regolarità può eliminare i disturbi del sonno, come l'insonnia. 
È utile anche contro tachicardie e sintomi legati alla menopausa, come le vampate di calore. Attenzione però a non farne largo uso, poiché potrebbe esserci il risvolto della medaglia, e accusare mal di testa e abbassamenti repentini di pressione.

È un'erba che non potrà mancare nei vostri scaffali!


martedì 14 agosto 2018

Le proprietà della Cipolla raccontate da Plinio il Vecchio

Amici!
 Torno a parlarvi delle piante che guariscono...oggi è la volta della Cipolla.

Ho deciso di citare Plinio il Vecchio per parlarvi delle proprietà di questa pianta, poichè le virtù terapeutiche di questa sono molto più antiche di quel che possiamo immaginare, e Plinio è molto esaustivo.

"Delle cipolle non esistono specie selvatiche. Quelle coltivate curano l'offuscamento della vista con il loro stesso odore e con la lacrimazione che provocano, ma ancor di più se si aspergono gli occhi con il succo. Si dice che abbiano effetto ipnotico e, che, se vengono masticate con il pane, guariscono le ulcerazioni della bocca, i morsi dei cani, e che questo effetto lo abbiano sia fresche, applicate con aceto, sia secche, applicate con miele...e vino; si tengono per tre giorni e poi si tolgono. Usate con questo procedimento guariscono anche le escoriazioni. Molti hanno impiegato la cipolla cotta nella cenere e unita a farina d,orzo per applicazioni anche nei casi di epifora (Abbondante lacrimazione o fuoriuscita di liquidi umorali) e di ulcere nelle parti genitali. Si è usato il succo di cipolla spalmandolo sulle cicatrici degli occhi, sulle albugini, sugli argemi (Macchia chiara sull'ucchio), ed anche per curare i morsi dei serpenti e le ferite in generale, mescolando con miele; come pure è usato il succo di cipolla, misto a latte di donna, nei casi di mal d'orecchi... e infuso in gocce, misto a grasso d'oca o a miele, come rimedio a ronzii e disturbi dell'udito. Nei casi di mutismo improvviso si è somministrata una pozione di succo di cipolla diluito con acqua. Lo si è infuso anche negli sciacqui per il mal di denti, e per curare piaghe provocate da qualunque animale, in particolar modo dagli scorpioni. Si facevano frizioni con cipolla battuta nei casi di alopecia e di psora. Cipolle cotte venivano date da mangiare a chi soffrisse di dissenteria e di lombaggine; anche gli strati più esterni, ridotti in cenere e mescolati ad aceto si usavano in impacco contro i morsi dei serpenti; e le cipolle vere e proprie, con aceto, contro quelli di scolopendra.
[...] Il succo delle cipolle unito a quello del finocchio combatte con sorprendente efficacia le cataratte allo stadio iniziale, così come agisce contro l'angina se preso con succo di ruta e miele; inoltre ha effetto stimolante su chi è affetto da letargia. [...]"

Questo afferma Plinio il Vecchio nella sua celebre opera Naturalis Historia.

giovedì 12 ottobre 2017

Piante Marziali

Carissimi lettori,
Dopo gli articoli sulle piante Saturnali e Gioviali, è giunto il momento di parlarvi di quelle Marziali, ovvero di tutte quelle piante che subiscono l' influenza di Marte.
Secondo Aristotele e i Medici Astrologi rinascimentali, il Pianeta Marte si associa al temperamento Collerico, il quale organo di riferimento sarebbe il Fegato, e, in particolar modo, la bile gialla da esso prodotto.
La natura del Collerico, quindi del Fegato, nonché di Marte, è calda e secca, pertanto, tutte le piante associate al dio della "guerra", sono state classificate in passato come calde e secche.
Marte viene definito come "Maleficæ", proprio per la sua natura ostile e combattiva. Le patologie legate a questo pianeta sono diverse: dissenteria, caduta dei capelli, infiammazione delle vie urinarie, impotenza, acne e punti rossi in viso, gonfiore addominale, febbre.
Per cui, giacché il principio Alchemico afferma che il simile cura il simile, agisce cioè per similitudine, ma può anche agire per antitesi, ovvero per opposti, diremo che le piante Marziali sono: Aglio, Cipolla, Rucola, Assenzio, Verga d'oro, Uva Ursina, Ortica, Verbena, Piantaggine, Rabarbaro, Ranuncolo, Pimpinella.
Analizziamo le proprietà di qualcuna.


PIANTAGGINE: L' infuso e la tintura sono validi contro la dissenteria, diarrea ed enterite. Per uso esterno, l' infuso è utile contro i brufoli e come tonico rinfrescante.


RUCOLA: L'infuso è un potente disintossicante e diuretico; gli antichi sostenevano inoltre che combattesse l'impotenza maschile, in quanto potente afrodisiaco.


VERGA D' ORO: Il decotto e lo sciroppo sono utili contro le affezioni delle vie urinarie, in particolar modo contrasta le infiammazioni alla vescica. Aiuta ad espellere i calcoli.

UVA URSINA: La tintura, l' infuso e il decotto sono un aiuto oserei dire miracoloso contro diarrea, cistiti, prostatiti, nefriti.


ORTICA: Il decotto, l'infuso o anche solo mangiata bollita, sono utili per depurare l'organismo, per contrastare le affezioni intestinali e, per uso cosmetico, per combattere la caduta dei capelli. Gli antichi la davano in pasto alle galline per aumentare la produzione di uova, proprio per la sua virtù di essere una pianta "calda".


AGLIO: L'infuso e il decotto vengono utilizzati per eliminare i vermi intestinali, per abbassare la febbre, per l'influenza.


CIPOLLA: Il macerato, l'infuso e il decotto contro le affezioni alle vie urinarie e la ritenzione idrica. Aiuta contro le stipsi e, in cataplasmi caldi, per far maturare gli ascessi.


ASSENZIO: I cataplasmi e i clisteri con l'infuso di questa pianta, sono utili per eliminare i vermi intestinali.
Il decotto e l'infuso abbassano la febbre. Non somministrare questa pianta ai soggetti biliosi o con problemi epatici.

Queste sono alcune delle Piante Marziali più conosciute, le quali hanno tutte come comune denominatore, la virtù di essere piante o riscaldanti o raffreddanti, per antitesi. Vi è piaciuto questo articolo? Prossimamente arriveranno gli altri pianeti!

domenica 1 ottobre 2017

Malva: proprietà e impieghi

Secondo un antico erbario volgare del 1500, la Malva si divide in due specie, quella "domestica" e quella "selvatica".
La domestica cresce negli orti, ha foglie più piccole e fiori più piccoli. La selvatica, invece, cresce molto in altezza e ha foglie e fiori più grandi.
La Malva ha proprietà emollienti, essendo ricca di mucillagini, favorisce il regolare transito intestinale, abbassa la febbre, distende l'addome, rilassa i muscoli e allevia i crampi, specie quelli mestruali. Per uso cosmetico, il decotto o infuso è utile come tonico per pelle con cuperose, poiché allevia i rossori e idrata dolcemente.
Pare che le foglie cotte con dell'aceto, poste sopra gli ascessi, riescano a farli sgonfiare.
Il decotto di Malva, Camomilla e Assenzio, aggiunto all'acqua per il pediluvio, riescano a calmare le persone affette da febbri acute, le quali spesso non riescono a riposare per l' ipertermia.
Un speciale unguento composto da succo di Malvavisco - Malva selvatica -, farina di fieno greco, farina di semi di lino, burro, olio e cera, giova contro gli effetti dell'infreddolimento, come tosse, dolori intercostali e per rilassare i muscoli.

Così gli antichi si curavano, e questo ci è stato tramandato.
A presto!

mercoledì 23 agosto 2017

Piante Gioviali

Carissimi lettori,
Torno a parlarvi delle proprietà delle erbe in relazione ai pianeti che le governano, attenzionando questa volta le piante che subiscono l' influenza di Giove.
Come accennato negli articoli precedenti, la Scuola medica Astrologica era solita attribuire a ciascun pianeta delle caratteristiche collegate sia agli elementi e sia agli apparati del corpo umano - nonché organi legati ad essi -.
Ricordiamo che Aristotele, ma prima di lui tanti altri, classificò il pianeta Giove come pianeta diurno, legato all' elemento Aria, stella "beneficae" di qualità maschile.
Secondo la medicina Astrologica, le malattie legate a Giove, sono spesso legate alla stagione fredda o quantomeno umida, il che è conseguenziale affermare che le malattie causate da un' avversa congiunzione di questo pianeta, debbano essere curate per similitudine, ovvero con erbe balsamiche, che recano freschezza.
Le malattie legate a Giove sono:
Pleurite, crampi, dolori articolari, febbre annuale, fegato ingrossato, malattie legate all' apparato respiratorio, contratture muscolari.

Le erbe Gioviali dunque sono: Avena, Orzo, Betonica, Betulla, Basilico, Buglossa, Borragine, Chiodi di Garofano, Indivia, Finocchio, Fumaria, Biancospino, Lavanda, Liquirizia, Menta, Mirto, Origano.
Ne analizzeremo qualcuna.


BORRAGINE: Ha proprietà emollienti e decongestionanti. L' infuso e il decotto aiutano a combattere le malattie dell' apparato respiratorio, agevola inoltre la sudorazione favorendo l'abbassamento della febbre.
L' infuso può essere usato per gargarismi contro le infiammazioni della bocca e come decongestionante per la pelle.

BETULLA: Ha proprietà diuretiche e antireumatiche. Il decotto di corteccia abbassa la febbre, mentre la tintura delle foglie viene somministrata contro reumatismi e artrosi.

BASILICO: Ha proprietà stimolanti, antispasmodiche; l' infuso viene consigliato in caso di emicrania e crampi. Il decotto è un valido alleato contro raffreddore e influenza.

FINOCCHIO SELVATICO: Ha proprietà balsamiche, stomachiche; aiuta a disintossicare il fegato, e, l'infuso dei semi, viene utilizzato per aumentare la secrezione lattea.

LAVANDA: Ha proprietà emollienti, balsamiche, antisettiche. L'infuso e la tintura vengono impiegati per liberare le vie respiratorie. Le compresse del suo infuso calmano gli spasmi e i crampi.

MENTA: Ha proprietà espettoranti; facilita la digestione, calma spasmi e nervosismo. I vapori dell' infuso vengono inalati per liberare le vie respiratorie e facilitare l'espulsione di muco.

ORIGANO: Ha proprietà balsamiche ed emollienti; l'infuso calma gli spasmi della tosse, combatte il raffreddore e aiuta a lenire gli arrossamenti del raffreddamento.


Grazie della lettura, auspico in una vostra condivisione e partecipazione alla tematica.

lunedì 14 novembre 2016

Lattuga; proprietà e impieghi.

La Lattuga è una pianta spesso presente sulle nostre tavole, ma della quale, spesso, s'ignorano le benefiche proprietà.
È digestiva, ipotensiva, emolliente, rinfrescante, lassativa, calmante - per il sistema nervoso -, quindi giova contro l'insonnia, aiuta l'espulsione del catarro bronchiale, antianemica.

Di questa pianta si consumano le foglie e, nella fattispecie, il decotto di queste; bastano infatti 3 bicchieri al giorno dell'acqua di cottura delle foglie di questa pianta, per giovare delle sue proprietà citate sopra.
Gli antichi erboristi sostengono addirittura che aiuti ad aumentare la secrezione lattea, e che le foglie, se consumate crude con aceto, abbassino la febbre.
L'aggiunta di zucchero al decotto, poi, sarebbe un ottimo sciroppo contro la tosse e contro il fegato ingrossato.
Ancora, i medici rinascimentali consigliano di mescolare i semi di lattuga con latte materno e bianco d'uovo e di ungere la fronte, affinché si dorma e si sconfigga l'insonnia.
Che dire, una pianta tutta da scoprire, non solo da gustare!

Se vi è piaciuto l'articolo condividete. A presto!

venerdì 24 giugno 2016

Tradizione di San Giovanni Battista:preparazione dell' Oleolito d' Iperico, l' Olio Rosso

Cari lettori,
nell’articolo precedente abbiamo parlato delle piante in relazione ai pianeti, delle diverse proprietà di queste, del tempo di raccolta e perché ciascuna pianta ha delle caratteristiche proprie.
Oggi, 24 Giugno, è San Giovanni Battista, e, come vuole la Tradizione, proprio oggi si prepara l’olio rosso, ovvero l’oleolito d’ Iperico.
L’ Iperico è una pianta solare, quindi con proprietà antinfiammatorie, contro scottature, cicatrizzante, tonificante.
I fiori per fare l’oleolito andrebbero raccolti in pieno giorno, sia perché è ottimale con le esigenze della pianta – essendo, appunto, solare -, sia perché i fiori saranno così asciutti, qualità necessaria per ottenere un buon oleolito.
Esistono diverse scuole di pensiero circa la preparazione degli oleoliti, io personalmente mi affido alla scuola alchemica millenaria, secondo la quale gli oleoliti di piante solari – come iperico e calendula, ad esempio -, andrebbero fatti con i fiori freschi e andrebbero esposti, durante il periodo di macerazione, al sole. Rigorosamente.

Dati questi presupposti, vi lascio la ricetta.
Procuratevi dei fiori freschi d’ Iperico, appena raccolti; metteteli dentro un barattolo – non importa se con chiusura ermetica, perché io metto sopra una garza -. Aggiungete dell’olio extravergine d’oliva delle vostre parti, se potete, fino a coprire interamente i fiori. Siate generosi con le quantità d’olio, poiché il risultato sarà migliore. Sbattete lievemente il barattolo per eliminare i vuoti d’aria e aggiungete olio, se necessario. Lasciate qualche centimetro libero prima dell’orlo. A questo punto, molti vi direbbero di chiudere con il tappo, ma io non sono d’accordo. Ricordiamoci che i fiori freschi contengono acqua, la quale, chiudendo il tappo, creerà la condensa all’interno del barattolo, provocando l’alterazione – e quindi rovinando – dell’oleolito. Personalmente vi consiglio di adagiare sopra una garza, stringendola con uno spago, affinché non cada; ogni qual volta dovremo agitare il barattolo per mescolare il composto – ovvero almeno una volta al giorno, al mattino – toglieremo la garza, chiuderemo il tappo, agiteremo il barattolo, e metteremo di nuovo la garza. Non preoccupatevi se pensate che le proprietà dell’oleolito “volino via” senza il tappo, poiché la temperatura che raggiungerà non sarà mai tale da provocare questa reazione. Con la garza, invece, permetterete all’acqua dei fiori di evaporare, ottenendo un oleolito duraturo.

Trascorso un ciclo lunare dalla preparazione, filtrate per ben due volte – a distanza di una notte uno dall’altro -  l’oleolito, spremendo bene i fiori; a questo punto mettetelo in una bottiglietta a vetro scuro. Si conserva anche anni, ma io vi consiglio di confezionarlo ogni anno.

Bene, questa è la mia ricetta; vi ricordo di scegliere un barattolo a bocca larga, grande, capiente, sterilizzato e di mettere la garza. Fatemi sapere la riuscita! ;)

mercoledì 22 giugno 2016

Piante e Pianeti; tempo di raccolta e alchimia.

Cari Amici,
in previsione della ricorrenza di San Giovanni Battista – 24 Giugno - , quando ufficialmente avviene il Solstizio d’ Estate, ho deciso di parlarvi di un argomento molto delicato, ma che ogni erborista dovrebbe approfondire.
Raccogliere erbe non si limita semplicemente  alla vista immediata della pianta e alla sua raccolta – spesso sprovveduta -, ma significa anche uno studio preliminare della pianta, della sua morfologia, delle sue qualità balsamiche e quindi del periodo ottimale di raccolta, delle ore migliori per raccoglierle e…della posizione dei pianeti e dell’influenza di questi a seconda della pianta che andremo a raccogliere.
La sapienza etrusca, greca, orientale, medievale e rinascimentale, ci ha offerto un vasto sapere sull’ “alchimia” del mondo erboristico, poiché effettivamente di questo si tratta. In questo articolo – e giacché, per Tradizione, ma non solo, la raccolta di erbe si concentra nella giornata del 24 Giugno – approfondiremo il perché, dal punto di vista alchemico/erboristico, certe piante si raccolgono in particolari momenti dell’anno, in determinate ore e in determinati giorni.

La Scuola Medica antica – da Ippocrate, fino ai medici Rinascimentali – riconosce, nel corpo umano, la secrezione di quattro umori. Il mancato equilibrio tra questi, genera la malattia. Sappiamo anche che, astrologicamente parlando, cinque sono i pianeti che influiscono in larga misura la condizione psicofisica dell’uomo e, in generale, tutti gli esseri viventi della terra; i pianeti sono Venere, Mercurio, Marte, Giove, Saturno (pianeta a parte che merita un approfondimento in futuro). L’elencazione che ho scelto non è casuale, poiché ciascun pianeta rappresenta le cinque fasi della vita di ciascun uomo – nascita, adolescenza, gioventù, maturità e vecchiaia -, ma rappresentano tanto altro.
In linea generale, come afferma Ildegarda di Bingen, le erbe andrebbero raccolte – tagliate, sradicate - in luna crescente, quando queste sono piene, poiché, così facendo, le preparazioni erboristiche manterranno tutte le proprietà balsamiche della pianta.
Quando andremo a raccogliere delle erbe, assicuriamoci che l’ambiente circostante sia ottimale alla pianta, in modo che questa sia in armonia ed equilibrio con i quattro elementi. Dobbiamo accertarci, durante la raccolta, che la pianta si trovi in una posizione tale da godere degli influssi del sole e della luna, che non sia colpita dal troppo vento, che il terreno sia sufficientemente idratato, che le parti da raccogliere siano integre e piene.
Le radici andrebbero raccolte in autunno, senza che ci siano brine sul terreno e rispettando orari ottimali, come il primo mattino o appena prima del tramonto, in giornate dal tempo bello e stabile.
Il fusto, i fiori, i frutti e le foglie andrebbero raccolti  allo sviluppo completo della fioritura, in orari del mattino, sempre prima di mezzogiorno, con il sole chiaro e nitido.
Volendo seguire il principio dei quattro elementi in relazione alla pianta, diremo che le radici sono associate all’ elemento terra, le foglie all’ elemento acqua, i fiori all’ elemento aria e i semi all’ elemento fuoco; per corrispondenza diremo anche che le radici sono associate a Saturno - il quale è un pianeta a sé stante, del quale parleremo in separata sede -, il fusto/gambo a Marte, le foglie alla Luna, i fiori a Venere, i frutti a Giove e i semi a Mercurio.
Come sappiamo, anche le piante hanno un’energia vitale, strettamente collegata ai pianeti che ho citato sopra; in base all’ influenza di questi sulla pianta – dove di conseguenza sono divise in categorie, in base al pianeta che le governa – cambieranno quindi le loro proprietà. Vi siete mai chiesti infatti perché una pianta ha alcune proprietà rispetto ad altre? Gli antichi lo spiegano in base ai pianeti.
Le piante con proprietà diuretiche, antisettiche sono, ad esempio, governate da Venere – agiscono sugli organi sessuali -; quelle con proprietà stimolanti, toniche, afrodisiache, sono governate da Marte – cistifellea e bile -; le piante con proprietà antiossidanti, nervine, rilassanti e contro le emicranie sono governate da Mercurio – bronchi, addome, polmoni -; quelle con proprietà calmanti, soporifere, lenitive sono governate dalla Luna; con proprietà sudorifiche, ricostituenti, digestive e stimolanti – cuore e circolazione – sono governate dal Sole; le piante con proprietà astringenti, coagulanti, antinfiammatorie, febbrifughe sono governate da Saturno e le piante con proprietà balsamiche, antispasmodiche ed emollienti sono governate da Giove. Ovviamente, in base alle proprietà, le piante andrebbero raccolte nei giorni della settimana governati dai pianeti che li caratterizzano.

Iperico - cacciadiavoli o erba di San Giovanni - si raccoglie per la festa del Santo, il 24 Giugno, in corrispondenza con il Solstizio d' Estate.
Tra le piante solari ricordiamo – e qui veniamo al Solstizio – il “cacciadiavoli”, ovvero l’Iperico. Essendo una pianta solare, dovrebbe essere raccolta in pieno giorno, e, precisamente, proprio per il giorno di San Giovanni Battista. La pianta va raccolta in pieno giorno affinché i fiori siano schiusi, asciutti e affinché abbiano tutta l’energia tipica del pianeta che lo governa. L’ Iperico è una pianta molto utilizzata in campo erboristico, conoscerete tutti infatti il famoso oleolito.
Nel prossimo articolo vi parlerò di come preparare l’olio rosso d’ Iperico ;)
State connessi.

Spero che questa piccola infarinatura in tema alchemico vi sia piaciuta; se così fosse approfondiremo l’argomento!

sabato 28 maggio 2016

Tisane infusi e decotti: il rimedio giusto al momento giusto.

Uno dei dilemmi esistenziali per chi fa uso - o vorrebbe farne - d'infusi, decotti o tisane è: Quando devo prenderli? A stomaco vuoto o stomaco pieno? Di mattina o di sera?
Ecco quindi che ho preparato uno schema per voi, in base alle proprietà delle erbe contenute nella tisana.