Secondo un antico erbario volgare del 1500, la Malva si divide in due specie, quella "domestica" e quella "selvatica".
La domestica cresce negli orti, ha foglie più piccole e fiori più piccoli. La selvatica, invece, cresce molto in altezza e ha foglie e fiori più grandi.
La Malva ha proprietà emollienti, essendo ricca di mucillagini, favorisce il regolare transito intestinale, abbassa la febbre, distende l'addome, rilassa i muscoli e allevia i crampi, specie quelli mestruali. Per uso cosmetico, il decotto o infuso è utile come tonico per pelle con cuperose, poiché allevia i rossori e idrata dolcemente.
Pare che le foglie cotte con dell'aceto, poste sopra gli ascessi, riescano a farli sgonfiare.
Il decotto di Malva, Camomilla e Assenzio, aggiunto all'acqua per il pediluvio, riescano a calmare le persone affette da febbri acute, le quali spesso non riescono a riposare per l' ipertermia.
Un speciale unguento composto da succo di Malvavisco - Malva selvatica -, farina di fieno greco, farina di semi di lino, burro, olio e cera, giova contro gli effetti dell'infreddolimento, come tosse, dolori intercostali e per rilassare i muscoli.
Così gli antichi si curavano, e questo ci è stato tramandato.
A presto!
domenica 1 ottobre 2017
martedì 12 settembre 2017
Previsioni Empiriche: Osserviamo gli animali!
Cari Lettori affiatati, l' argomento che vorrei trattare oggi riguarda le previsioni meteorologiche secondo antichi metodi.
Come facevano un tempo a stabilire se il tempo sarebbe volto al bello o al brutto?Secoli e secoli di Tradizione tramandata dai nostri avi, i quali non verranno mai interamente soppiantati dalle applicazioni sui telefoni.
Oggi vorrei parlarvi di come certi comportamenti di animali possano indicare le future condizioni del tempo.
La pioggia, ad esempio, è avvertita anticipatamente
Quando le oche gridano molto e volano più del solito, azzuffandosi.
Le api che non si allontanano molto dagli alveari.
I Colombi che tornano tardi al nido.
I passeri che al mattino strepitano e si chiamano tra di loro.
I Galli e le galline che si rotolano più del solito tra la polvere.
Le mosche che importunano insistentemente.
Le Anatre che si tuffano dentro l'acqua, scuotendo le ali.
Gli uccelli che sono soliti abitare sugli alberi che fuggono dai nidi.
Le Rane e i Rospi che racchiano più del solito, e che la sera escono in gran quantità dalla tana.
I vermi che escono da sotto terra.
Gli Asini che battono le orecchie.
Le tele dei ragni che si muovono senza essere spinte.
Questi sono tutti presagi del cattivo tempo, pioggia e vento.
I corvi che invece allargano le ali e giocano con le foglie denotano tempo sereno, e quando, guardando il sole, aprono il becco, presagiscono gran caldo.
La Civetta che emette il suo verso durante il brutto tempo, indica che migliorerà.
La lista ovviamente è molto più lunga, ma ho riportato quelli che conosco.
Il prossimo articolo parlerà dell' Osservazione della Luna per pronosticare il meteo.
Vi abbraccio!
mercoledì 23 agosto 2017
Piante Gioviali
Carissimi lettori,
Torno a parlarvi delle proprietà delle erbe in relazione ai pianeti che le governano, attenzionando questa volta le piante che subiscono l' influenza di Giove.
Come accennato negli articoli precedenti, la Scuola medica Astrologica era solita attribuire a ciascun pianeta delle caratteristiche collegate sia agli elementi e sia agli apparati del corpo umano - nonché organi legati ad essi -.
Ricordiamo che Aristotele, ma prima di lui tanti altri, classificò il pianeta Giove come pianeta diurno, legato all' elemento Aria, stella "beneficae" di qualità maschile.
Secondo la medicina Astrologica, le malattie legate a Giove, sono spesso legate alla stagione fredda o quantomeno umida, il che è conseguenziale affermare che le malattie causate da un' avversa congiunzione di questo pianeta, debbano essere curate per similitudine, ovvero con erbe balsamiche, che recano freschezza.
Le malattie legate a Giove sono:
Pleurite, crampi, dolori articolari, febbre annuale, fegato ingrossato, malattie legate all' apparato respiratorio, contratture muscolari.
Le erbe Gioviali dunque sono: Avena, Orzo, Betonica, Betulla, Basilico, Buglossa, Borragine, Chiodi di Garofano, Indivia, Finocchio, Fumaria, Biancospino, Lavanda, Liquirizia, Menta, Mirto, Origano.
Ne analizzeremo qualcuna.
BORRAGINE: Ha proprietà emollienti e decongestionanti. L' infuso e il decotto aiutano a combattere le malattie dell' apparato respiratorio, agevola inoltre la sudorazione favorendo l'abbassamento della febbre.
L' infuso può essere usato per gargarismi contro le infiammazioni della bocca e come decongestionante per la pelle.
BETULLA: Ha proprietà diuretiche e antireumatiche. Il decotto di corteccia abbassa la febbre, mentre la tintura delle foglie viene somministrata contro reumatismi e artrosi.
BASILICO: Ha proprietà stimolanti, antispasmodiche; l' infuso viene consigliato in caso di emicrania e crampi. Il decotto è un valido alleato contro raffreddore e influenza.
FINOCCHIO SELVATICO: Ha proprietà balsamiche, stomachiche; aiuta a disintossicare il fegato, e, l'infuso dei semi, viene utilizzato per aumentare la secrezione lattea.
LAVANDA: Ha proprietà emollienti, balsamiche, antisettiche. L'infuso e la tintura vengono impiegati per liberare le vie respiratorie. Le compresse del suo infuso calmano gli spasmi e i crampi.
MENTA: Ha proprietà espettoranti; facilita la digestione, calma spasmi e nervosismo. I vapori dell' infuso vengono inalati per liberare le vie respiratorie e facilitare l'espulsione di muco.
ORIGANO: Ha proprietà balsamiche ed emollienti; l'infuso calma gli spasmi della tosse, combatte il raffreddore e aiuta a lenire gli arrossamenti del raffreddamento.
Grazie della lettura, auspico in una vostra condivisione e partecipazione alla tematica.
Torno a parlarvi delle proprietà delle erbe in relazione ai pianeti che le governano, attenzionando questa volta le piante che subiscono l' influenza di Giove.
Come accennato negli articoli precedenti, la Scuola medica Astrologica era solita attribuire a ciascun pianeta delle caratteristiche collegate sia agli elementi e sia agli apparati del corpo umano - nonché organi legati ad essi -.
Ricordiamo che Aristotele, ma prima di lui tanti altri, classificò il pianeta Giove come pianeta diurno, legato all' elemento Aria, stella "beneficae" di qualità maschile.
Secondo la medicina Astrologica, le malattie legate a Giove, sono spesso legate alla stagione fredda o quantomeno umida, il che è conseguenziale affermare che le malattie causate da un' avversa congiunzione di questo pianeta, debbano essere curate per similitudine, ovvero con erbe balsamiche, che recano freschezza.
Le malattie legate a Giove sono:
Pleurite, crampi, dolori articolari, febbre annuale, fegato ingrossato, malattie legate all' apparato respiratorio, contratture muscolari.
Le erbe Gioviali dunque sono: Avena, Orzo, Betonica, Betulla, Basilico, Buglossa, Borragine, Chiodi di Garofano, Indivia, Finocchio, Fumaria, Biancospino, Lavanda, Liquirizia, Menta, Mirto, Origano.
Ne analizzeremo qualcuna.
BORRAGINE: Ha proprietà emollienti e decongestionanti. L' infuso e il decotto aiutano a combattere le malattie dell' apparato respiratorio, agevola inoltre la sudorazione favorendo l'abbassamento della febbre.
L' infuso può essere usato per gargarismi contro le infiammazioni della bocca e come decongestionante per la pelle.
BETULLA: Ha proprietà diuretiche e antireumatiche. Il decotto di corteccia abbassa la febbre, mentre la tintura delle foglie viene somministrata contro reumatismi e artrosi.
BASILICO: Ha proprietà stimolanti, antispasmodiche; l' infuso viene consigliato in caso di emicrania e crampi. Il decotto è un valido alleato contro raffreddore e influenza.
FINOCCHIO SELVATICO: Ha proprietà balsamiche, stomachiche; aiuta a disintossicare il fegato, e, l'infuso dei semi, viene utilizzato per aumentare la secrezione lattea.
LAVANDA: Ha proprietà emollienti, balsamiche, antisettiche. L'infuso e la tintura vengono impiegati per liberare le vie respiratorie. Le compresse del suo infuso calmano gli spasmi e i crampi.
MENTA: Ha proprietà espettoranti; facilita la digestione, calma spasmi e nervosismo. I vapori dell' infuso vengono inalati per liberare le vie respiratorie e facilitare l'espulsione di muco.
ORIGANO: Ha proprietà balsamiche ed emollienti; l'infuso calma gli spasmi della tosse, combatte il raffreddore e aiuta a lenire gli arrossamenti del raffreddamento.
Grazie della lettura, auspico in una vostra condivisione e partecipazione alla tematica.
giovedì 11 maggio 2017
Piante Saturnali (o Saturnine)
Carissimi lettori,
dopo l’articolo “Le ore dei Pianeti”, ho ritenuto opportuno
iniziare una rubrica riguardo le erbe in relazione ai pianeti.
Come vi avevo accennato nei precedenti articoli, molti degli
antichi erboristi, nonché alcuni medici, sostenevano la linea di pensiero,
ovvero la dottrina, della Medicina Astrologica. Paracelso, nel suo Paramirum,
parla ampiamente di questa scuola, pur non risparmiando commenti di disapprovazione a riguardo, uniti a un
discorso volto a scardinare l’origine di questa dottrina – da lui definita
pagana – richiamandola a una sua logica Cristiana.
Ma su cosa fondavano la loro dottrina i Medici Astrologi?
Il pensiero dominante di questa scuola era la stretta
relazione tra erbe, patologie dell’uomo e pianeti; secondo il loro punto di
vista, infatti, l’uomo era quotidianamente affetto dai movimenti e dagli
influssi planetari, tale da soffrire di diverse patologie a seconda del proprio
segno zodiacale e dalle diverse congiunzioni e trigoni che i pianeti offrivano
con lo zodiaco. Le erbe, in questo caso, non erano immuni da tali effetti
planetari e, giacché si credeva che
anch’esse avessero un “tema natale” specifico, avevano la possibilità di curare
– tramite le loro proprietà date dai pianeti – diverse patologie, secondo il
principio di “rimedio simpatico” e “parasimpatico”.
Mi rendo conto che sia una disciplina parecchio difficile da
comprendere, poiché, come afferma lo stesso Marsilio Ficino, solo chi possiede
un “dono” e una particolare fede riesce a elevarsi alla comprensione di questa dottrina, ricca
di segni spesso ambivalenti.
Già da Aristotele si
era soliti associare a ciascun pianeta delle proprietà, in relazione
all’elemento che rappresentava.
Diremo quindi, schematizzando, che:
FUOCO: caldo e secco (Marte e Sole)
ARIA: calda e umida (Giove e Venere)
TERRA: fredda e secca (Saturno)
ACQUA: fredda e umida (Mercurio)
I pianeti Marte e Saturno sono classificati come
‘maleficae’, poiché la loro cattiva posizione determinava patologie parecchio
serie, mentre Giove e Venere sono pianeti ‘beneficae’ poiché hanno proprietà
non in contrasto con l’equilibrio umano. Il Sole e Mercurio sono pianeti intermedi.
La Luna e Venere sono inoltre pianeti femminili – pertanto
umidi – e notturni, mentre Giove, Saturno, Sole e Marte sono pianeti maschili –
pertanto secchi – e diurni.
Mercurio è il pianeta intermedio per eccellenza, poiché
sappiamo perfettamente la sua natura “movimentata” e quindi non stabile.
Alla stregua di Aristotele ci furono diversi filosofi,
nonché medici Astrologi, i quali erano soliti collegare i 4 umori – e quindi i
4 temperamenti da essi causati – ai 4 pianeti principali.
Per cui diremo che:
La MELANCOLIA è legata a Saturno, causata da un
malfunzionamento della Milza e dalla secrezione della Bile Nera (chiamata anche
atrabile); è legata all’elemento Terra – Fredda – e produce un temperamento
Melanconico.
La COLLERA è legata a Marte, causata da un malfunzionamento
del Fegato e dalla secrezione della Bile Gialla; è legata all’elemento Fuoco –
Caldo – e produce un temperamento Collerico.
La DISPOSIZIONE SANGUIGNA è legata a Giove, causata da un
malfunzionamento del Cuore e del sistema circolatorio; è legata all’elemento
Aria – Secco – e produce un temperamento Sanguigno.
La FLEMMATICA è
legata alla Luna e a Venere, causata da uno squilibrio tra i liquidi corporei;
è legata all’elemento Acqua – Umido – e produce un temperamento Flemmatico.
Il mancato equilibrio tra i 4 umori genera la malattia, e
per ogni scompenso vi sono diverse classificazioni di Piante in corrispondenza
dei Pianeti; per cui le divideremo in:
Piante Saturnali o Saturnine
Piante Gioviali
Piante Mercuriali
Piante Venusiane
Piante Lunari
Piante Solari
Piante Marziali
In questo articolo tratteremo delle piante Saturnali o
Saturnine.
Secondo gli antichi medici erboristi astrologi, le piante
legate al pianeta Saturno, sarebbero piante con particolari proprietà
terapeutiche. Saturno è il pianeta oscuro per eccellenza, è la lentezza, la
complessità, la vecchiaia, il purulento, il male che agisce nascosto, isolato;
ma è anche il pianeta dell’incubazione, per una nuova rinascita.
I disagi sotto l’influenza di Saturno sono molteplici:
Calvizie, croste, perdita dei denti, marciume delle gengive,
denti storti, sensibilità all’orecchio destro, ostacoli nel concepimento,
geloni, fischi alle orecchie, febbre molto alta, cancro, malfunzionamento della
milza e problemi alle ossa.
Queste sono tutte patologie che covano all’interno del
nostro corpo, e spesso hanno origini nascoste, così tanto da essere silenti per anni; così è Saturno.
Per curare queste patologie, esiste la tipologia delle
piante Saturnali, che agisce in due modi differenti, o per Simpatia – il simile
che cura il simile -, oppure per Antitesi – l’opposto .
Le piante Saturnali sono quindi:
Scolopendria, Rododendro, Cumino dei prati, Tiglio,
Cipresso, Gelso, Melitoto, Tarassaco (radice), Mandragora, Ruta, Sassifraga,
Ginepro, Tasso, Polypodium vulgare, Pastinaca, Aconito Napello, Ligustro, Borsa
del Pastore, Agrimonia, Elleboro.
Servono infatti come febbrifughe – causano la sudorazione,
facendo espellere tossine -, sedative, narcotiche, aiutano a sbloccare gli
accumoli di sangue, a guarire gli aposteme – ascessi purulenti -, per il dolore
alle orecchie, per provocare il mestruo, agiscono come purganti e vermifughe,
espettoranti. Aiutano, insomma, a mandare fuori tutti i liquidi nocivi che
abbiamo dentro, le influenze di Saturno, per l' appunto. Analizziamone qualcuna.
TARASSACO: E’ una pianta edibile, molto impiegata nei piatti
tradizionali contadini, con proprietà disintossicanti, lassative. Aiuta e
sciogliere ed eliminare i calcoli biliari, del fegato e della cistifellea, permettendo
un buon funzionamento delle vie biliari.
BORSA DEL PASTORE: L’ infuso e la tintura sono utili in caso
di mestruazioni abbondanti, di emorroidi e di diarrea. I lavaggi con l’infuso
aiutano a ridurre le perdite biancastre.
RUTA: Per la
somministrazione di questa pianta è bene consultare un erborista. Per uso esterno viene utilizzata per impacchi
su dolori reumatici, articolari, mestruali, crampi.
AGRIMONIA: L’ infuso e
decotto giovano contro le emorroidi, perdite ematiche, diarrea e disturbi
epatici. I gargarismi con l’infuso combattono gli ascessi e infiammazioni della
bocca. Purifica le vie urinarie, dà sollievo alle artriti e pare sia un’
alleata contro il diabete.
Queste sono le proprietà delle piante Saturnali o Saturnine,
le quali si accumunano tra loro per la capacità di aiutare a risolvere i
blocchi, a distendere, a far fluire correttamente i fluidi del nostro corpo, a
disintossicare, a espellere tossine.
Prossimamente analizzeremo le Piante Gioviali, ovvero di
Giove.
Se vi è piaciuto l’articolo e lo trovate interessante
condividete! ;)
giovedì 26 gennaio 2017
Previsioni dell'anno con la Luna e lo Zodiaco
Cari Lettori,
oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo antiche pratiche di "previsioni per il nuovo anno" secondo gli Astrologi. Quest'osservazione - e dunque deduzione - si basava sulle fasi lunari, crescenti o calanti.
Gennaio: Se la Luna entrerà nel segno dell' Acquario in maniera crescente, sarà un anno ricco e abbondante di grano e di qualsiasi frutto della terra; se, invece, entrerà calante, non solo denoterà il contrario, ma vi saranno numerose burrasche.
Febbraio: Se la Luna entrerà crescendo nel segno dei Pesci, ogni cosa sarà a buon mercato e a buon prezzo; se invece sarà calante, vi sarà abbondanza di pioggia.
Marzo: Se la Luna entrerà crescente in Ariete, ci saranno infortuni e travagli; se invece entrerà mancante, sarà un anno felice e buono.
Aprile: Se la Luna entrerà crescente nel segno del Toro, sarà un anno ricco di giubilo e allegrezza; se invece entrerà mancante, sarà il contrario.
Maggio: Se la Luna entrerà crescente nei Gemelli, vi saranno rivoluzioni e cambiamenti nei paesi dove domina questo segno; se invece entrerà calante, denoterà pioggia ed esondazioni.
Giugno: Se la Luna entrerà crescente in Cancro, vi saranno cambiamenti e rivoltamenti nei vari Poteri mondiali; se invece sarà calante, denoterà moltissima pioggia.
Luglio: Se la Luna entrerà crescente in Leone, vi saranno guadagni per i contadini; se invece sarà mancante, significherà infermità, pericoli e travagli.
Agosto:Se la Luna entrerà crescente in Vergine, vi sarà pericolo di guerre, terremoti e tempeste; se entrerà mancante sarà invece un anno propizio.
Settembre: Se la Luna entrerà crescente in Bilancia, vi sarà abbondanza di grano; se entra calante vi saranno invece tempeste e rivoluzioni.
Ottobre: Se la Luna entrerà crescente in Scorpione, vi sarà invidia e astio tra i personaggi celebri; se entrerà calante, sarà un anno prospero e felice.
Novembre: Se la Luna entrerà crescente in Sagittario, non mancherà acqua, abbondanza di olio; se entra calante ci sarà invece carestia e guerre.
Dicembre: Se la Luna entrerà crescente in Capricorno, vi saranno tempeste in mare e burrasche; se entrerà calante ne beneficeranno i lavoratori.
oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo antiche pratiche di "previsioni per il nuovo anno" secondo gli Astrologi. Quest'osservazione - e dunque deduzione - si basava sulle fasi lunari, crescenti o calanti.
Gennaio: Se la Luna entrerà nel segno dell' Acquario in maniera crescente, sarà un anno ricco e abbondante di grano e di qualsiasi frutto della terra; se, invece, entrerà calante, non solo denoterà il contrario, ma vi saranno numerose burrasche.
Febbraio: Se la Luna entrerà crescendo nel segno dei Pesci, ogni cosa sarà a buon mercato e a buon prezzo; se invece sarà calante, vi sarà abbondanza di pioggia.
Marzo: Se la Luna entrerà crescente in Ariete, ci saranno infortuni e travagli; se invece entrerà mancante, sarà un anno felice e buono.
Aprile: Se la Luna entrerà crescente nel segno del Toro, sarà un anno ricco di giubilo e allegrezza; se invece entrerà mancante, sarà il contrario.
Maggio: Se la Luna entrerà crescente nei Gemelli, vi saranno rivoluzioni e cambiamenti nei paesi dove domina questo segno; se invece entrerà calante, denoterà pioggia ed esondazioni.
Giugno: Se la Luna entrerà crescente in Cancro, vi saranno cambiamenti e rivoltamenti nei vari Poteri mondiali; se invece sarà calante, denoterà moltissima pioggia.
Luglio: Se la Luna entrerà crescente in Leone, vi saranno guadagni per i contadini; se invece sarà mancante, significherà infermità, pericoli e travagli.
Agosto:Se la Luna entrerà crescente in Vergine, vi sarà pericolo di guerre, terremoti e tempeste; se entrerà mancante sarà invece un anno propizio.
Settembre: Se la Luna entrerà crescente in Bilancia, vi sarà abbondanza di grano; se entra calante vi saranno invece tempeste e rivoluzioni.
Ottobre: Se la Luna entrerà crescente in Scorpione, vi sarà invidia e astio tra i personaggi celebri; se entrerà calante, sarà un anno prospero e felice.
Novembre: Se la Luna entrerà crescente in Sagittario, non mancherà acqua, abbondanza di olio; se entra calante ci sarà invece carestia e guerre.
Dicembre: Se la Luna entrerà crescente in Capricorno, vi saranno tempeste in mare e burrasche; se entrerà calante ne beneficeranno i lavoratori.
venerdì 2 dicembre 2016
Carennuli e Carennuliddi; previsioni meteorologiche siciliane
Cari Amici,
Oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo un argomento che mi sta molto a cuore, su un'antica tradizione siciliana.
Ricordo che, quando ero piccina, i miei nonni erano soliti annotare sul calendario certi fenomeni atmosferici per tutto il periodo delle feste, che andava dal 13 Dicembre al 6 Gennaio; questo è infatti il periodo delle Carennuli e Carennuliddi - Cariennili -.
Nell' antichità non si avevano a disposizione metodi di previsioni meteorologiche, dunque i saggi anziani sperimentarono questa forma di osservazione per prevedere come sarebbe stato il meteo dell'anno prossimo a venire.
Si partiva 12 giorni prima di Natale, e, ciascun giorno, rappresentava un mese; come controprova poi, si ripartiva dal giorno dopo di Natale - Santo Stefano -, fino all' Epifania. Se il primo ciclo - Carennuli - andava a crescere, il secondo - Carennuliddi -, andava a decrescere.
Giorno dopo giorno venivano annotati i vari fenomeni atmosferici - venti, pioggia, nebbia, brina, nuvole, sole -, partendo dalla mattina fino al vespro e tenendo anche conto delle fasi lunari, Crescente e Calante.
Vi riporto qui sotto un piccolo schema per capire meglio la correlazione giorno/mese.
Carennuli...
13 Dicembre = Gennaio
14 Dicembre = Febbraio
15 Dicembre = Marzo
16 Dicembre = Aprile
17 Dicembre = Maggio
18 Dicembre = Giugno
19 Dicembre = Luglio
20 Dicembre = Agosto
21 Dicembre = Settembre
22 Dicembre = Ottobre
23 Dicembre = Novembre
24 Dicembre = Dicembre
E ancora, le Carennuliddi...
26 Dicembre = Dicembre
27 Dicembre = Novembre
28 Dicembre = Ottobre
29 Dicembre = Settembre
30 Dicembre = Agosto
31 Dicembre = Luglio
1 Gennaio = Giugno
2 Gennaio = Maggio
3 Gennaio = Aprile
4 Gennaio = Marzo
5 Gennaio = Febbraio
6 Gennaio = Gennaio
Dunque, questo è lo schema da seguire; annotate, se vi va, in quei giorni, i vari fenomeni atmosferici che notate, divertendovi poi a fare la controprova nelle Carennuliddi, per poi verificare nel nuovo anno se avete osservato bene e se corrispondono.
Felice Fine Anno a tutti!!!
Oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo un argomento che mi sta molto a cuore, su un'antica tradizione siciliana.
Ricordo che, quando ero piccina, i miei nonni erano soliti annotare sul calendario certi fenomeni atmosferici per tutto il periodo delle feste, che andava dal 13 Dicembre al 6 Gennaio; questo è infatti il periodo delle Carennuli e Carennuliddi - Cariennili -.
Nell' antichità non si avevano a disposizione metodi di previsioni meteorologiche, dunque i saggi anziani sperimentarono questa forma di osservazione per prevedere come sarebbe stato il meteo dell'anno prossimo a venire.
Si partiva 12 giorni prima di Natale, e, ciascun giorno, rappresentava un mese; come controprova poi, si ripartiva dal giorno dopo di Natale - Santo Stefano -, fino all' Epifania. Se il primo ciclo - Carennuli - andava a crescere, il secondo - Carennuliddi -, andava a decrescere.
Giorno dopo giorno venivano annotati i vari fenomeni atmosferici - venti, pioggia, nebbia, brina, nuvole, sole -, partendo dalla mattina fino al vespro e tenendo anche conto delle fasi lunari, Crescente e Calante.
Vi riporto qui sotto un piccolo schema per capire meglio la correlazione giorno/mese.
Carennuli...
13 Dicembre = Gennaio
14 Dicembre = Febbraio
15 Dicembre = Marzo
16 Dicembre = Aprile
17 Dicembre = Maggio
18 Dicembre = Giugno
19 Dicembre = Luglio
20 Dicembre = Agosto
21 Dicembre = Settembre
22 Dicembre = Ottobre
23 Dicembre = Novembre
24 Dicembre = Dicembre
E ancora, le Carennuliddi...
26 Dicembre = Dicembre
27 Dicembre = Novembre
28 Dicembre = Ottobre
29 Dicembre = Settembre
30 Dicembre = Agosto
31 Dicembre = Luglio
1 Gennaio = Giugno
2 Gennaio = Maggio
3 Gennaio = Aprile
4 Gennaio = Marzo
5 Gennaio = Febbraio
6 Gennaio = Gennaio
Dunque, questo è lo schema da seguire; annotate, se vi va, in quei giorni, i vari fenomeni atmosferici che notate, divertendovi poi a fare la controprova nelle Carennuliddi, per poi verificare nel nuovo anno se avete osservato bene e se corrispondono.
Felice Fine Anno a tutti!!!
venerdì 18 novembre 2016
Le ore dei Pianeti
Cari Amici di Secondonatura; come promesso, eccovi un
articolo che anticipa la raccolta delle erbe in relazione ai Pianeti.
Questo sarà l’inizio di una serie di articoli, propedeutico
per la comprensione di ciò che verrà dopo. Ho avuto la fortuna, nella mia
adolescenza, di passare del tempo con antichi sapienti, e grazie a un antico
libro del 1500 che parla appunto di calcoli astrologici, con l’età, con la
pazienza e con non poche difficoltà, sono riuscita a decifrarlo e a
comprenderlo, sebbene la fatica sia stata tanta. Eccomi dunque qui a spiegarvi
in maniera chiara quello che per secoli si è tramandato tra “alchimisti”, “esoterici”,
raccoglitori di erbe, medici medievali e rinascimentali. Come vi avevo scritto in
un articolo che precedeva San Giovanni Battista, ovvero il Solstizio d’Estate, la
corrispondenza erbe – pianeti non è casuale; sin dall’antichità si è molto
parlato di questo argomento, in vari erbari tramandati, come quello di Tolomeo
l’ Astrologo, per citare un esempio. Sappiamo che ciascuna erba ha delle
proprietà ben precise, le quali vanno ricollegate al Pianeta dominante di
questa, e, in base a questa corrispondenza, andrebbero raccolte in determinate
periodi dell’anno, in determinati giorni, e determinate parti della pianta, a
seconda del beneficio che vogliamo trarne. La Tradizione avverte chiaramente
che le piante solari andrebbero raccolte di domenica, le lunari di lunedì, le
marziali di martedì, le mercuriali di mercoledì, le gioviali di giovedì, le
venusiane di venerdì e le saturnine di sabato; su questo non c’è alcun dubbio e
nessuna difficoltà nella comprensione: tutti i medici antichi, fino ai
rinascimentali, concordano con questa teoria. Ma a che ora andrebbero raccolte
le erbe?
Nell’antico libro del 1500 viene esplicitamente raccomandato
di attenersi al calcolo delle ore se si vogliono ottenere benefici dalla
pianta; Tessalo – medico dell’antichità -, ad esempio, narra di un’apparizione
che gli fece Esculapio – divinità che era solita apparire in sogno per dare
consigli medicamentosi ai sofferenti, i quali giacevano intere notti nei sotterranei
del tempio proprio per ricevere queste visite del Dio e quindi la cura -, il
quale lo rimproverava di non aver prestato attenzione alle ore del giorno per
la raccolta delle erbe utili alla preparazione di farmaci, i quali, come
giustamente conferma Tessalo, si erano rivelati inutili proprio per questa sua
trascuratezza.
Il calcolo è relativamente semplice; innanzitutto bisogna
dividere le 24 ore del giorno in due gruppi di 12. Si parte dalla domenica, la
quale la prima ora del giorno è giustamente dedicata al pianeta dominante del
giorno, ovvero il Sole. Lo schema fissato è il seguente:
|
DOMENICA GIORNO
|
DOMENICA
POMERIGGIO
|
LUNEDì
GIORNO
|
LUNEDì
POMERIGGIO
|
MARTEDì
GIORNO
|
MARTEDì
POMERIGGIO
|
MERCOLEDì
GIORNO
|
MERCOLEDì
POMERIGGIO
|
|
1 SOLE
2 VENERE
|
1 GIOVE
2 MARTE
|
1 LUNA
2 SATURNO
|
1 VENERE
2 MERCURIO
|
1 MARTE
2 SOLE
|
1 SATURNO
2 GIOVE
|
1 MERCURIO
2 LUNA
|
1 SOLE
2 VENERE
|
|
3 MERCURIO
4 LUNA
|
3 SOLE
4 VENERE
|
3 GIOVE
4 MARTE
|
3 LUNA
4 SATURNO
|
3 VENERE
4 MERCURIO
|
3 MARTE
4 SOLE
|
3 SATURNO
4 GIOVE
|
3 MERCURIO
4 LUNA
|
|
5 SATURNO
6 GIOVE
|
5 MERCURIO
6 LUNA
|
5 SOLE
6 VENERE
|
5 GIOVE
6 MARTE
|
5 LUNA
6 SATURNO
|
5 VENERE
6 MERCURIO
|
5 MARTE
6 SOLE
|
5 SATURNO
6 GIOVE
|
|
7 MARTE
8 SOLE
|
7 SATURNO
8 GIOVE
|
7 MERCURIO
8 LUNA
|
7 SOLE
8 VENERE
|
7 GIOVE
8 MARTE
|
7 LUNA
8 SATURNO
|
7 VENERE
8 MERCURIO
|
7 MARTE
8 SOLE
|
|
9 VENERE
10MERCURIO
|
9 MARTE
10 SOLE
|
9 SATURNO
10 GIOVE
|
9 MERCURIO
10 LUNA
|
9 SOLE
10 VENERE
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9 GIOVE
10 MARTE
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9 LUNA
10 SATURNO
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9 VENERE
10 MERCURIO
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11 LUNA
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11 VENERE
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11 MARTE
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11 SATURNO
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11MERCURIO
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11 SOLE
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11 GIOVE
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11 LUNA
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12 SATURNO
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12MERCURIO
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12 SOLE
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12 GIOVE
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12 LUNA
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12 VENERE
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12 MARTE
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12 SATURNO
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Come avete visto, ho sviluppato fino a mercoledì le ore dei
pianeti nel corso della giornata, mettendo a sinistra le prime ore del giorno,
e a destra le ore del pomeriggio fino alla fine della giornata. V’inviterei a
prestare attenzione al fatto che la prima ora del giorno è dedicata al pianeta
del giorno, e che l’alternarsi di SOLE – VENERE – MERCURIO – LUNA – SATURNO –
GIOVE – MARTE, partendo da Domenica, aiuta a stabilire le ore dei pianeti,
facendo un piccolo schema - come indicato sopra (non lo sviluppo tutto per via
dello spazio, ma creerò una tabella apposita che pubblicherò in pagina) -, vi
aiuterà nel calcolo.
Questa è una piccola infarinatura indispensabile per
comprendere gli articoli che scriverò in seguito, v’inviterei dunque – e qui mi
rivolgo agli appassionati raccoglitori di erbe – a svilupparvi questo schema e
di tenerlo bene a mente, magari segnandovelo sul vostro erbario personale.
Vi è piaciuto l’articolo? Lo ritenete utile? Condividete se
vi và sul social che preferite…a presto!
lunedì 14 novembre 2016
Lattuga; proprietà e impieghi.
La Lattuga è una pianta spesso presente sulle nostre tavole, ma della quale, spesso, s'ignorano le benefiche proprietà.
È digestiva, ipotensiva, emolliente, rinfrescante, lassativa, calmante - per il sistema nervoso -, quindi giova contro l'insonnia, aiuta l'espulsione del catarro bronchiale, antianemica.
Di questa pianta si consumano le foglie e, nella fattispecie, il decotto di queste; bastano infatti 3 bicchieri al giorno dell'acqua di cottura delle foglie di questa pianta, per giovare delle sue proprietà citate sopra.
Gli antichi erboristi sostengono addirittura che aiuti ad aumentare la secrezione lattea, e che le foglie, se consumate crude con aceto, abbassino la febbre.
L'aggiunta di zucchero al decotto, poi, sarebbe un ottimo sciroppo contro la tosse e contro il fegato ingrossato.
Ancora, i medici rinascimentali consigliano di mescolare i semi di lattuga con latte materno e bianco d'uovo e di ungere la fronte, affinché si dorma e si sconfigga l'insonnia.
Che dire, una pianta tutta da scoprire, non solo da gustare!
Se vi è piaciuto l'articolo condividete. A presto!
È digestiva, ipotensiva, emolliente, rinfrescante, lassativa, calmante - per il sistema nervoso -, quindi giova contro l'insonnia, aiuta l'espulsione del catarro bronchiale, antianemica.
Di questa pianta si consumano le foglie e, nella fattispecie, il decotto di queste; bastano infatti 3 bicchieri al giorno dell'acqua di cottura delle foglie di questa pianta, per giovare delle sue proprietà citate sopra.
Gli antichi erboristi sostengono addirittura che aiuti ad aumentare la secrezione lattea, e che le foglie, se consumate crude con aceto, abbassino la febbre.
L'aggiunta di zucchero al decotto, poi, sarebbe un ottimo sciroppo contro la tosse e contro il fegato ingrossato.
Ancora, i medici rinascimentali consigliano di mescolare i semi di lattuga con latte materno e bianco d'uovo e di ungere la fronte, affinché si dorma e si sconfigga l'insonnia.
Che dire, una pianta tutta da scoprire, non solo da gustare!
Se vi è piaciuto l'articolo condividete. A presto!
martedì 12 luglio 2016
Lavare i capelli con le argille
Cari lettori!
Ho deciso di scrivere questo articolo per parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero la cura dei capelli.
Come molti di voi sapranno, gli shampoo in commercio sono per lo più frutto di composti chimici, di siliconi e di parabeni che alla lunga danneggeranno non solo i capelli, ma anche le nostre naturali difese, innescando probabili allergie.
Andiamo perciò a ritroso, cercando di capire come coccolare i nostri capelli e pulirli nel modo più ecosostenibile possibile.
Vi siete mai chiesti come lavavano i capelli le nostre nonne? Non ci crederete, ma utilizzavano proprio l'argilla!
Nei tempi in cui ci troviamo siamo fortunati, poiché abbiamo a disposizione una vasta scelta, ma oggi vi proporrò semplicemente l'argilla Verde, l' argilla Bianca e l'argilla Rossa.
L'argilla Bianca è adatta a un tipo di cute molto sensibile, sebbene io consigli sempre di mescolare le argille tra di loro, in modo da garantire ai capelli un apporto di minerali vasto e completo.
L'argilla Verde è consigliata a chi ha una cute con abbondante secrezione di sebo, ovvero la tipologia "grassa".
L'argilla Rossa è adatta a chi ha dei capelli normali, magari con cute tendente al grasso e punte secche.
In base alle vostre esigenze potrete proporzionare le argille come più vi piace, ottenendo un composto che meglio soddisferà le esigenze del vostro capello.
La ricetta base per uno "shampoo" alle argille è:
- 3 cucchiai di legno ( vi raccomando, le argille vanno sempre maneggiate con materiali che non siano metalli) di argilla scelta. La dose cambia a seconda della lunghezza della vostra chioma.
- 8 cucchiai di acqua tiepida/calda. Le dosi cambiano a seconda della quantità d'argilla; regolatevi ad occhio: il composto deve risultare cremoso.
- 6 gocce di olio essenziale a scelta a seconda delle necessità o dal profumo gradito.
- 1 cucchiaino da tè di olio d'oliva, o di semi di lino.
Procedimento:
Fate sciogliere l'argilla - ponendola in un contenitore che sia o di plastica, o di vetro o di terracotta - con l'acqua tiepida - potete anche preparare un infuso con le erbe o i fiori che vi piacciono -, mescolando e facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiungere il cucchiaino d'olio e le gocce di olio essenziale scelto. Lasciare riposare il composto per 5 minuti, applicare sui capelli bagnati, massaggiare con dolcezza - mai usare le unghie! -, se potete lasciate in posa almeno 10 minuti e dopo risciacquate con acqua tiepida, facendo un ultimo sciacquo con acqua e 3 cucchiai di aceto, per rendere i capelli più brillanti ed evitare l'effetto "elettrostatico" dei capelli.
Per la scelta degli oli essenziali da utilizzare vi consiglio Ylang Ylang, Rosmarino, Timo, Lavanda, Noce Moscata, Arancio Amaro, Limone, Tea Tree.
Tutti questi oli rendono i capelli lucenti, voluminosi, puliti, profumati, stimolano la crescita, contrastano l'eccesso di sebo, la forfora e le dermatiti.
Provate, inoltre, a sostituire l'acqua tiepida con infusi - come accennato prima -, in particolar modo con infuso di ortica, di fiori d'arancio, di timo, tutti utili per una cute pulita, protetta, disintossicata dagli agenti chimici dei saponi industriali e per migliorare il loro aspetto.
Vi è piaciuto l'articolo? Condividete se vi va! ;)
Ho deciso di scrivere questo articolo per parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero la cura dei capelli.
Come molti di voi sapranno, gli shampoo in commercio sono per lo più frutto di composti chimici, di siliconi e di parabeni che alla lunga danneggeranno non solo i capelli, ma anche le nostre naturali difese, innescando probabili allergie.
Andiamo perciò a ritroso, cercando di capire come coccolare i nostri capelli e pulirli nel modo più ecosostenibile possibile.
Vi siete mai chiesti come lavavano i capelli le nostre nonne? Non ci crederete, ma utilizzavano proprio l'argilla!
Nei tempi in cui ci troviamo siamo fortunati, poiché abbiamo a disposizione una vasta scelta, ma oggi vi proporrò semplicemente l'argilla Verde, l' argilla Bianca e l'argilla Rossa.
L'argilla Bianca è adatta a un tipo di cute molto sensibile, sebbene io consigli sempre di mescolare le argille tra di loro, in modo da garantire ai capelli un apporto di minerali vasto e completo.
L'argilla Verde è consigliata a chi ha una cute con abbondante secrezione di sebo, ovvero la tipologia "grassa".
L'argilla Rossa è adatta a chi ha dei capelli normali, magari con cute tendente al grasso e punte secche.
In base alle vostre esigenze potrete proporzionare le argille come più vi piace, ottenendo un composto che meglio soddisferà le esigenze del vostro capello.
La ricetta base per uno "shampoo" alle argille è:
- 3 cucchiai di legno ( vi raccomando, le argille vanno sempre maneggiate con materiali che non siano metalli) di argilla scelta. La dose cambia a seconda della lunghezza della vostra chioma.
- 8 cucchiai di acqua tiepida/calda. Le dosi cambiano a seconda della quantità d'argilla; regolatevi ad occhio: il composto deve risultare cremoso.
- 6 gocce di olio essenziale a scelta a seconda delle necessità o dal profumo gradito.
- 1 cucchiaino da tè di olio d'oliva, o di semi di lino.
Procedimento:
Fate sciogliere l'argilla - ponendola in un contenitore che sia o di plastica, o di vetro o di terracotta - con l'acqua tiepida - potete anche preparare un infuso con le erbe o i fiori che vi piacciono -, mescolando e facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiungere il cucchiaino d'olio e le gocce di olio essenziale scelto. Lasciare riposare il composto per 5 minuti, applicare sui capelli bagnati, massaggiare con dolcezza - mai usare le unghie! -, se potete lasciate in posa almeno 10 minuti e dopo risciacquate con acqua tiepida, facendo un ultimo sciacquo con acqua e 3 cucchiai di aceto, per rendere i capelli più brillanti ed evitare l'effetto "elettrostatico" dei capelli.
Per la scelta degli oli essenziali da utilizzare vi consiglio Ylang Ylang, Rosmarino, Timo, Lavanda, Noce Moscata, Arancio Amaro, Limone, Tea Tree.
Tutti questi oli rendono i capelli lucenti, voluminosi, puliti, profumati, stimolano la crescita, contrastano l'eccesso di sebo, la forfora e le dermatiti.
Provate, inoltre, a sostituire l'acqua tiepida con infusi - come accennato prima -, in particolar modo con infuso di ortica, di fiori d'arancio, di timo, tutti utili per una cute pulita, protetta, disintossicata dagli agenti chimici dei saponi industriali e per migliorare il loro aspetto.
Vi è piaciuto l'articolo? Condividete se vi va! ;)
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