giovedì 11 maggio 2017

Piante Saturnali (o Saturnine)

Carissimi lettori,
dopo l’articolo “Le ore dei Pianeti”, ho ritenuto opportuno iniziare una rubrica riguardo le erbe in relazione ai pianeti.
Come vi avevo accennato nei precedenti articoli, molti degli antichi erboristi, nonché alcuni medici, sostenevano la linea di pensiero, ovvero la dottrina, della Medicina Astrologica. Paracelso, nel suo Paramirum, parla ampiamente di questa scuola, pur non risparmiando commenti  di disapprovazione a riguardo, uniti a un discorso volto a scardinare l’origine di questa dottrina – da lui definita pagana – richiamandola a una sua logica Cristiana.
Ma su cosa fondavano la loro dottrina i Medici Astrologi?
Il pensiero dominante di questa scuola era la stretta relazione tra erbe, patologie dell’uomo e pianeti; secondo il loro punto di vista, infatti, l’uomo era quotidianamente affetto dai movimenti e dagli influssi planetari, tale da soffrire di diverse patologie a seconda del proprio segno zodiacale e dalle diverse congiunzioni e trigoni che i pianeti offrivano con lo zodiaco. Le erbe, in questo caso, non erano immuni da tali effetti planetari  e, giacché si credeva che anch’esse avessero un “tema natale” specifico, avevano la possibilità di curare – tramite le loro proprietà date dai pianeti – diverse patologie, secondo il principio di “rimedio simpatico” e “parasimpatico”.
Mi rendo conto che sia una disciplina parecchio difficile da comprendere, poiché, come afferma lo stesso Marsilio Ficino, solo chi possiede un “dono” e una particolare fede riesce a elevarsi  alla comprensione di questa dottrina, ricca di segni  spesso ambivalenti.
Già da Aristotele  si era soliti associare a ciascun pianeta delle proprietà, in relazione all’elemento che rappresentava.





Diremo quindi, schematizzando, che:
FUOCO: caldo e secco (Marte e Sole)
ARIA: calda e umida (Giove e Venere)
TERRA: fredda e secca (Saturno)
ACQUA: fredda e umida (Mercurio)
I pianeti Marte e Saturno sono classificati come ‘maleficae’, poiché la loro cattiva posizione determinava patologie parecchio serie, mentre Giove e Venere sono pianeti ‘beneficae’ poiché hanno proprietà non in contrasto con l’equilibrio umano. Il Sole e Mercurio sono pianeti intermedi.
La Luna e Venere sono inoltre pianeti femminili – pertanto umidi – e notturni, mentre Giove, Saturno, Sole e Marte sono pianeti maschili – pertanto secchi – e diurni.
Mercurio è il pianeta intermedio per eccellenza, poiché sappiamo perfettamente la sua natura “movimentata” e quindi non stabile.
Alla stregua di Aristotele ci furono diversi filosofi, nonché medici Astrologi, i quali erano soliti collegare i 4 umori – e quindi i 4 temperamenti da essi causati – ai 4 pianeti principali.
Per cui diremo che:
La MELANCOLIA è legata a Saturno, causata da un malfunzionamento della Milza e dalla secrezione della Bile Nera (chiamata anche atrabile); è legata all’elemento Terra – Fredda – e produce un temperamento Melanconico.
La COLLERA è legata a Marte, causata da un malfunzionamento del Fegato e dalla secrezione della Bile Gialla; è legata all’elemento Fuoco – Caldo – e produce un temperamento Collerico.
La DISPOSIZIONE SANGUIGNA è legata a Giove, causata da un malfunzionamento del Cuore e del sistema circolatorio; è legata all’elemento Aria – Secco – e produce un temperamento Sanguigno.
La FLEMMATICA  è legata alla Luna e a Venere, causata da uno squilibrio tra i liquidi corporei; è legata all’elemento Acqua – Umido – e produce un temperamento Flemmatico.

Il mancato equilibrio tra i 4 umori genera la malattia, e per ogni scompenso vi sono diverse classificazioni di Piante in corrispondenza dei Pianeti; per cui le divideremo in:
Piante Saturnali o Saturnine
Piante Gioviali
Piante Mercuriali
Piante Venusiane
Piante Lunari
Piante Solari
Piante Marziali
In questo articolo tratteremo delle piante Saturnali o Saturnine.
Secondo gli antichi medici erboristi astrologi, le piante legate al pianeta Saturno, sarebbero piante con particolari proprietà terapeutiche. Saturno è il pianeta oscuro per eccellenza, è la lentezza, la complessità, la vecchiaia, il purulento, il male che agisce nascosto, isolato; ma è anche il pianeta dell’incubazione, per una nuova rinascita.
I disagi sotto l’influenza di Saturno sono molteplici:
Calvizie, croste, perdita dei denti, marciume delle gengive, denti storti, sensibilità all’orecchio destro, ostacoli nel concepimento, geloni, fischi alle orecchie, febbre molto alta, cancro, malfunzionamento della milza e problemi alle ossa.
Queste sono tutte patologie che covano all’interno del nostro corpo, e spesso hanno origini nascoste, così tanto da essere silenti  per anni; così è Saturno.
Per curare queste patologie, esiste la tipologia delle piante Saturnali, che agisce in due modi differenti, o per Simpatia – il simile che cura il simile -, oppure per Antitesi – l’opposto .


Le piante Saturnali sono quindi:
Scolopendria, Rododendro, Cumino dei prati, Tiglio, Cipresso, Gelso, Melitoto, Tarassaco (radice), Mandragora, Ruta, Sassifraga, Ginepro, Tasso, Polypodium vulgare, Pastinaca, Aconito Napello, Ligustro, Borsa del Pastore, Agrimonia, Elleboro.



 Tra queste piante, non tutte sono edibili, anzi, per lo più sono tossiche, a dimostrazione del fatto che la loro natura sia proprio Saturnale, ovvero ostile alla natura umana. Alcune di esse – che analizzeremo sotto -, sono utilizzabili per la preparazione di medicine, per le loro virtù terapeutiche.
Servono infatti come febbrifughe – causano la sudorazione, facendo espellere tossine -, sedative, narcotiche, aiutano a sbloccare gli accumoli di sangue, a guarire gli aposteme – ascessi purulenti -, per il dolore alle orecchie, per provocare il mestruo, agiscono come purganti e vermifughe, espettoranti. Aiutano, insomma, a mandare fuori tutti i liquidi nocivi che abbiamo dentro, le influenze di Saturno, per l' appunto. Analizziamone qualcuna.
 CUMINO DEI PRATI: L’infuso, decotto, tintura o liquori, sono utilizzati per contrastare la cattiva digestione, meteorismo, flatulenza e per sbloccare le mestruazioni. L’infuso viene utilizzato contro le emorroidi e l’olio essenziale, aggiunto a un olio vettore, è utile per favorire il circolo sanguigno, compiendo dei massaggi sulle zone interessate.

 TIGLIO:  La linfa di questo meraviglioso albero è utilizzata per contrastare insonnia, cefalea, nervosismo, tosse e febbre – produce
un’eccessiva sudorazione che permette l’abbassamento della temperatura corporea; l’infuso è ottimo per dei bagni sgonfianti per gambe e piedi.

TARASSACO: E’ una pianta edibile, molto impiegata nei piatti tradizionali contadini, con proprietà disintossicanti, lassative. Aiuta e sciogliere ed eliminare i calcoli biliari, del fegato e della cistifellea, permettendo un buon funzionamento delle vie biliari.

BORSA DEL PASTORE: L’ infuso e la tintura sono utili in caso di mestruazioni abbondanti, di emorroidi e di diarrea. I lavaggi con l’infuso aiutano a ridurre le perdite biancastre.

 RUTA:  Per la somministrazione di questa pianta è bene consultare un erborista. Per uso esterno viene utilizzata per impacchi su dolori reumatici, articolari, mestruali, crampi.
 
AGRIMONIA:  L’ infuso e decotto giovano contro le emorroidi, perdite ematiche, diarrea e disturbi epatici. I gargarismi con l’infuso combattono gli ascessi e infiammazioni della bocca. Purifica le vie urinarie, dà sollievo alle artriti e pare sia un’ alleata contro il diabete.


Queste sono le proprietà delle piante Saturnali o Saturnine, le quali si accumunano tra loro per la capacità di aiutare a risolvere i blocchi, a distendere, a far fluire correttamente i fluidi del nostro corpo, a disintossicare, a espellere tossine.
Prossimamente analizzeremo le Piante Gioviali, ovvero di Giove.

Se vi è piaciuto l’articolo e lo trovate interessante condividete! ;)




giovedì 26 gennaio 2017

Previsioni dell'anno con la Luna e lo Zodiaco

Cari Lettori,
oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo antiche pratiche di "previsioni per il nuovo anno" secondo gli Astrologi. Quest'osservazione - e dunque deduzione - si basava sulle fasi lunari, crescenti o calanti.

Gennaio: Se la Luna entrerà nel segno dell' Acquario in maniera crescente, sarà un anno ricco e abbondante di grano e di qualsiasi frutto della terra; se, invece, entrerà calante, non solo denoterà il contrario, ma vi saranno numerose burrasche.

Febbraio: Se la Luna entrerà crescendo nel segno dei Pesci, ogni cosa sarà a buon mercato e a buon prezzo; se invece sarà calante, vi sarà abbondanza di pioggia.

Marzo: Se la Luna entrerà crescente in Ariete, ci saranno infortuni e travagli; se invece entrerà mancante, sarà un anno felice e buono.

Aprile: Se la Luna entrerà crescente nel segno del Toro, sarà un anno ricco di giubilo e allegrezza; se invece entrerà mancante, sarà il contrario.

Maggio: Se la Luna entrerà crescente nei Gemelli, vi saranno rivoluzioni e cambiamenti nei paesi dove domina questo segno; se invece entrerà calante, denoterà pioggia ed esondazioni.

Giugno: Se la Luna entrerà crescente in Cancro, vi saranno cambiamenti e rivoltamenti nei vari Poteri mondiali; se invece sarà calante, denoterà moltissima pioggia.

Luglio: Se la Luna entrerà crescente in Leone, vi saranno guadagni per i contadini; se invece sarà mancante, significherà infermità, pericoli e travagli.

Agosto:Se la Luna entrerà crescente in Vergine, vi sarà pericolo di guerre, terremoti e tempeste; se entrerà mancante sarà invece un anno propizio.

Settembre: Se la Luna entrerà crescente in Bilancia, vi sarà abbondanza di grano; se entra calante vi saranno invece tempeste e rivoluzioni.

Ottobre: Se la Luna entrerà crescente in Scorpione, vi sarà invidia e astio tra i personaggi celebri; se entrerà calante, sarà un anno prospero e felice.

Novembre: Se la Luna entrerà crescente in Sagittario, non mancherà acqua, abbondanza di olio; se entra calante ci sarà invece carestia e guerre.

Dicembre: Se la Luna entrerà crescente in Capricorno, vi saranno tempeste in mare e burrasche; se entrerà calante ne beneficeranno i lavoratori.

venerdì 2 dicembre 2016

Carennuli e Carennuliddi; previsioni meteorologiche siciliane

Cari Amici,
Oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo un argomento che mi sta molto a cuore, su un'antica tradizione siciliana.
Ricordo che, quando ero piccina, i miei nonni erano soliti annotare sul calendario certi fenomeni atmosferici per tutto il periodo delle feste, che andava dal 13 Dicembre al 6 Gennaio; questo è infatti il periodo delle Carennuli e Carennuliddi - Cariennili -.
Nell' antichità non si avevano a disposizione metodi di previsioni meteorologiche, dunque i saggi anziani sperimentarono questa forma di osservazione per prevedere come sarebbe stato il meteo dell'anno prossimo a venire.
Si partiva 12 giorni prima di Natale, e, ciascun giorno, rappresentava un mese; come controprova poi, si ripartiva dal giorno dopo di Natale - Santo Stefano -, fino all' Epifania. Se il primo ciclo - Carennuli - andava a crescere, il secondo - Carennuliddi -, andava a decrescere.
Giorno dopo giorno venivano annotati i vari fenomeni atmosferici - venti, pioggia, nebbia, brina, nuvole, sole -, partendo dalla mattina fino al vespro e tenendo anche conto delle fasi lunari, Crescente e Calante.
Vi riporto qui sotto un piccolo schema per capire meglio la correlazione giorno/mese.

Carennuli...



13 Dicembre = Gennaio
14 Dicembre = Febbraio
15 Dicembre = Marzo
16 Dicembre = Aprile
17 Dicembre = Maggio
18 Dicembre = Giugno
19 Dicembre = Luglio
20 Dicembre = Agosto
21 Dicembre = Settembre
22 Dicembre = Ottobre
23 Dicembre = Novembre
24 Dicembre = Dicembre

E ancora, le Carennuliddi...

26 Dicembre = Dicembre
27 Dicembre = Novembre
28 Dicembre = Ottobre
29 Dicembre = Settembre
30 Dicembre = Agosto
31 Dicembre = Luglio
1 Gennaio = Giugno
2 Gennaio = Maggio
3 Gennaio = Aprile
4 Gennaio = Marzo
5 Gennaio = Febbraio
6 Gennaio = Gennaio

Dunque, questo è lo schema da seguire; annotate, se vi va, in quei giorni, i vari fenomeni atmosferici che notate, divertendovi poi a fare la controprova nelle Carennuliddi, per poi verificare nel nuovo anno se avete osservato bene e se corrispondono.

Felice Fine Anno a tutti!!!

venerdì 18 novembre 2016

Le ore dei Pianeti



Cari Amici di Secondonatura; come promesso, eccovi un articolo che anticipa la raccolta delle erbe in relazione ai Pianeti.


Questo sarà l’inizio di una serie di articoli, propedeutico per la comprensione di ciò che verrà dopo. Ho avuto la fortuna, nella mia adolescenza, di passare del tempo con antichi sapienti, e grazie a un antico libro del 1500 che parla appunto di calcoli astrologici, con l’età, con la pazienza e con non poche difficoltà, sono riuscita a decifrarlo e a comprenderlo, sebbene la fatica sia stata tanta. Eccomi dunque qui a spiegarvi in maniera chiara quello che per secoli si è tramandato tra “alchimisti”, “esoterici”, raccoglitori di erbe, medici medievali e rinascimentali. Come vi avevo scritto in un articolo che precedeva San Giovanni Battista, ovvero il Solstizio d’Estate, la corrispondenza erbe – pianeti non è casuale; sin dall’antichità si è molto parlato di questo argomento, in vari erbari tramandati, come quello di Tolomeo l’ Astrologo, per citare un esempio. Sappiamo che ciascuna erba ha delle proprietà ben precise, le quali vanno ricollegate al Pianeta dominante di questa, e, in base a questa corrispondenza, andrebbero raccolte in determinate periodi dell’anno, in determinati giorni, e determinate parti della pianta, a seconda del beneficio che vogliamo trarne. La Tradizione avverte chiaramente che le piante solari andrebbero raccolte di domenica, le lunari di lunedì, le marziali di martedì, le mercuriali di mercoledì, le gioviali di giovedì, le venusiane di venerdì e le saturnine di sabato; su questo non c’è alcun dubbio e nessuna difficoltà nella comprensione: tutti i medici antichi, fino ai rinascimentali, concordano con questa teoria. Ma a che ora andrebbero raccolte le erbe?


 

 Nell’antico libro del 1500 viene esplicitamente raccomandato di attenersi al calcolo delle ore se si vogliono ottenere benefici dalla pianta; Tessalo – medico dell’antichità -, ad esempio, narra di un’apparizione che gli fece Esculapio – divinità che era solita apparire in sogno per dare consigli medicamentosi ai sofferenti, i quali giacevano intere notti nei sotterranei del tempio proprio per ricevere queste visite del Dio e quindi la cura -, il quale lo rimproverava di non aver prestato attenzione alle ore del giorno per la raccolta delle erbe utili alla preparazione di farmaci, i quali, come giustamente conferma Tessalo, si erano rivelati inutili proprio per questa sua trascuratezza.
Il calcolo è relativamente semplice; innanzitutto bisogna dividere le 24 ore del giorno in due gruppi di 12. Si parte dalla domenica, la quale la prima ora del giorno è giustamente dedicata al pianeta dominante del giorno, ovvero il Sole. Lo schema fissato è il seguente:


 
DOMENICA GIORNO
DOMENICA
POMERIGGIO
LUNEDì
GIORNO
LUNEDì
POMERIGGIO
MARTEDì
GIORNO
MARTEDì
POMERIGGIO
MERCOLEDì
GIORNO
MERCOLEDì
POMERIGGIO
1 SOLE
2 VENERE
1 GIOVE
2 MARTE
1 LUNA
2 SATURNO
1 VENERE
2 MERCURIO
1 MARTE
2 SOLE
1 SATURNO
2 GIOVE
1 MERCURIO
2 LUNA
1 SOLE
2 VENERE
3 MERCURIO
4 LUNA
3 SOLE
4 VENERE
3 GIOVE
4 MARTE
3 LUNA
4 SATURNO
3 VENERE
4 MERCURIO
3 MARTE
4 SOLE
3 SATURNO
4 GIOVE
3 MERCURIO
4 LUNA
5 SATURNO
6 GIOVE
5 MERCURIO
6 LUNA
5 SOLE
6 VENERE
5 GIOVE
6 MARTE
5 LUNA
6 SATURNO
5 VENERE
6 MERCURIO
5 MARTE
6 SOLE
5 SATURNO
6 GIOVE

7 MARTE
8 SOLE
7 SATURNO
8 GIOVE
7 MERCURIO
8 LUNA
7 SOLE
8 VENERE
7 GIOVE
8 MARTE
7 LUNA
8 SATURNO
7 VENERE
8 MERCURIO
7 MARTE
8 SOLE
9 VENERE
10MERCURIO
9 MARTE
10 SOLE
9 SATURNO
10 GIOVE
9 MERCURIO
10 LUNA
9 SOLE
10 VENERE
9 GIOVE
10 MARTE
9 LUNA
10 SATURNO
9 VENERE
10 MERCURIO
11 LUNA
11 VENERE
11  MARTE
11 SATURNO
11MERCURIO
11 SOLE
11 GIOVE
11 LUNA
12 SATURNO
12MERCURIO
12 SOLE
12 GIOVE
12 LUNA
12 VENERE
12 MARTE
12 SATURNO

Come avete visto, ho sviluppato fino a mercoledì le ore dei pianeti nel corso della giornata, mettendo a sinistra le prime ore del giorno, e a destra le ore del pomeriggio fino alla fine della giornata. V’inviterei a prestare attenzione al fatto che la prima ora del giorno è dedicata al pianeta del giorno, e che l’alternarsi di SOLE – VENERE – MERCURIO – LUNA – SATURNO – GIOVE – MARTE, partendo da Domenica, aiuta a stabilire le ore dei pianeti, facendo un piccolo schema - come indicato sopra (non lo sviluppo tutto per via dello spazio, ma creerò una tabella apposita che pubblicherò in pagina) -, vi aiuterà nel calcolo.


Questa è una piccola infarinatura indispensabile per comprendere gli articoli che scriverò in seguito, v’inviterei dunque – e qui mi rivolgo agli appassionati raccoglitori di erbe – a svilupparvi questo schema e di tenerlo bene a mente, magari segnandovelo sul vostro erbario personale.
Vi è piaciuto l’articolo? Lo ritenete utile? Condividete se vi và sul social che preferite…a presto!

lunedì 14 novembre 2016

Lattuga; proprietà e impieghi.

La Lattuga è una pianta spesso presente sulle nostre tavole, ma della quale, spesso, s'ignorano le benefiche proprietà.
È digestiva, ipotensiva, emolliente, rinfrescante, lassativa, calmante - per il sistema nervoso -, quindi giova contro l'insonnia, aiuta l'espulsione del catarro bronchiale, antianemica.

Di questa pianta si consumano le foglie e, nella fattispecie, il decotto di queste; bastano infatti 3 bicchieri al giorno dell'acqua di cottura delle foglie di questa pianta, per giovare delle sue proprietà citate sopra.
Gli antichi erboristi sostengono addirittura che aiuti ad aumentare la secrezione lattea, e che le foglie, se consumate crude con aceto, abbassino la febbre.
L'aggiunta di zucchero al decotto, poi, sarebbe un ottimo sciroppo contro la tosse e contro il fegato ingrossato.
Ancora, i medici rinascimentali consigliano di mescolare i semi di lattuga con latte materno e bianco d'uovo e di ungere la fronte, affinché si dorma e si sconfigga l'insonnia.
Che dire, una pianta tutta da scoprire, non solo da gustare!

Se vi è piaciuto l'articolo condividete. A presto!

martedì 12 luglio 2016

Lavare i capelli con le argille

Cari lettori!
Ho deciso di scrivere questo articolo per parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero la cura dei capelli.
Come molti di voi sapranno, gli shampoo in commercio sono per lo più frutto di composti chimici, di siliconi e di parabeni che alla lunga danneggeranno non solo i capelli, ma anche le nostre naturali difese, innescando probabili allergie.
Andiamo perciò a ritroso, cercando di capire come coccolare i nostri capelli e pulirli nel modo più ecosostenibile possibile.
Vi siete mai chiesti come lavavano i capelli le nostre nonne? Non ci crederete, ma utilizzavano proprio l'argilla!
Nei tempi in cui ci troviamo siamo fortunati, poiché abbiamo a disposizione una vasta scelta, ma oggi vi proporrò semplicemente l'argilla Verde, l' argilla Bianca e l'argilla Rossa.




L'argilla Bianca è adatta a un tipo di cute molto sensibile, sebbene io consigli sempre di mescolare le argille tra di loro, in modo da garantire ai capelli un apporto di minerali vasto e completo.
L'argilla Verde è consigliata a chi ha una cute con abbondante secrezione di sebo, ovvero la tipologia "grassa".
L'argilla Rossa è adatta a chi ha dei capelli normali, magari con cute tendente al grasso e punte secche.
In base alle vostre esigenze potrete proporzionare le argille come più vi piace, ottenendo un composto che meglio soddisferà le esigenze del vostro capello.

La ricetta base per uno "shampoo" alle argille è:
- 3 cucchiai di legno ( vi raccomando, le argille vanno sempre maneggiate con materiali che non siano metalli) di argilla scelta. La dose cambia a seconda della lunghezza della vostra chioma.
- 8 cucchiai di acqua tiepida/calda. Le dosi cambiano a seconda della quantità d'argilla; regolatevi ad occhio: il composto deve risultare cremoso.
- 6 gocce di olio essenziale a scelta a seconda delle necessità o dal profumo gradito.
- 1 cucchiaino da tè di olio d'oliva, o di semi di lino.

Procedimento:
Fate sciogliere l'argilla - ponendola in un contenitore che sia o di plastica, o di vetro o di terracotta - con l'acqua tiepida - potete anche preparare un infuso con le erbe o i fiori che vi piacciono -, mescolando e facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiungere il cucchiaino d'olio e le gocce di olio essenziale scelto. Lasciare riposare il composto per 5 minuti, applicare sui capelli bagnati, massaggiare con dolcezza - mai usare le unghie! -, se potete lasciate in posa almeno 10 minuti e dopo risciacquate con acqua tiepida, facendo un ultimo sciacquo con acqua e 3 cucchiai di aceto, per rendere i capelli più brillanti ed evitare l'effetto "elettrostatico" dei capelli.

Per la scelta degli oli essenziali da utilizzare vi consiglio Ylang Ylang, Rosmarino, Timo, Lavanda, Noce Moscata, Arancio Amaro, Limone, Tea Tree.
Tutti questi oli rendono i capelli lucenti, voluminosi, puliti, profumati, stimolano la crescita, contrastano l'eccesso di sebo, la forfora e le dermatiti.
Provate, inoltre, a sostituire l'acqua tiepida con infusi - come accennato prima -, in particolar modo con infuso di ortica, di fiori d'arancio, di timo, tutti utili per una cute pulita, protetta, disintossicata dagli agenti chimici dei saponi industriali e per migliorare il loro aspetto.

Vi è piaciuto l'articolo? Condividete se vi va! ;)

venerdì 24 giugno 2016

Tradizione di San Giovanni Battista:preparazione dell' Oleolito d' Iperico, l' Olio Rosso

Cari lettori,
nell’articolo precedente abbiamo parlato delle piante in relazione ai pianeti, delle diverse proprietà di queste, del tempo di raccolta e perché ciascuna pianta ha delle caratteristiche proprie.
Oggi, 24 Giugno, è San Giovanni Battista, e, come vuole la Tradizione, proprio oggi si prepara l’olio rosso, ovvero l’oleolito d’ Iperico.
L’ Iperico è una pianta solare, quindi con proprietà antinfiammatorie, contro scottature, cicatrizzante, tonificante.
I fiori per fare l’oleolito andrebbero raccolti in pieno giorno, sia perché è ottimale con le esigenze della pianta – essendo, appunto, solare -, sia perché i fiori saranno così asciutti, qualità necessaria per ottenere un buon oleolito.
Esistono diverse scuole di pensiero circa la preparazione degli oleoliti, io personalmente mi affido alla scuola alchemica millenaria, secondo la quale gli oleoliti di piante solari – come iperico e calendula, ad esempio -, andrebbero fatti con i fiori freschi e andrebbero esposti, durante il periodo di macerazione, al sole. Rigorosamente.

Dati questi presupposti, vi lascio la ricetta.
Procuratevi dei fiori freschi d’ Iperico, appena raccolti; metteteli dentro un barattolo – non importa se con chiusura ermetica, perché io metto sopra una garza -. Aggiungete dell’olio extravergine d’oliva delle vostre parti, se potete, fino a coprire interamente i fiori. Siate generosi con le quantità d’olio, poiché il risultato sarà migliore. Sbattete lievemente il barattolo per eliminare i vuoti d’aria e aggiungete olio, se necessario. Lasciate qualche centimetro libero prima dell’orlo. A questo punto, molti vi direbbero di chiudere con il tappo, ma io non sono d’accordo. Ricordiamoci che i fiori freschi contengono acqua, la quale, chiudendo il tappo, creerà la condensa all’interno del barattolo, provocando l’alterazione – e quindi rovinando – dell’oleolito. Personalmente vi consiglio di adagiare sopra una garza, stringendola con uno spago, affinché non cada; ogni qual volta dovremo agitare il barattolo per mescolare il composto – ovvero almeno una volta al giorno, al mattino – toglieremo la garza, chiuderemo il tappo, agiteremo il barattolo, e metteremo di nuovo la garza. Non preoccupatevi se pensate che le proprietà dell’oleolito “volino via” senza il tappo, poiché la temperatura che raggiungerà non sarà mai tale da provocare questa reazione. Con la garza, invece, permetterete all’acqua dei fiori di evaporare, ottenendo un oleolito duraturo.

Trascorso un ciclo lunare dalla preparazione, filtrate per ben due volte – a distanza di una notte uno dall’altro -  l’oleolito, spremendo bene i fiori; a questo punto mettetelo in una bottiglietta a vetro scuro. Si conserva anche anni, ma io vi consiglio di confezionarlo ogni anno.

Bene, questa è la mia ricetta; vi ricordo di scegliere un barattolo a bocca larga, grande, capiente, sterilizzato e di mettere la garza. Fatemi sapere la riuscita! ;)

mercoledì 22 giugno 2016

Piante e Pianeti; tempo di raccolta e alchimia.

Cari Amici,
in previsione della ricorrenza di San Giovanni Battista – 24 Giugno - , quando ufficialmente avviene il Solstizio d’ Estate, ho deciso di parlarvi di un argomento molto delicato, ma che ogni erborista dovrebbe approfondire.
Raccogliere erbe non si limita semplicemente  alla vista immediata della pianta e alla sua raccolta – spesso sprovveduta -, ma significa anche uno studio preliminare della pianta, della sua morfologia, delle sue qualità balsamiche e quindi del periodo ottimale di raccolta, delle ore migliori per raccoglierle e…della posizione dei pianeti e dell’influenza di questi a seconda della pianta che andremo a raccogliere.
La sapienza etrusca, greca, orientale, medievale e rinascimentale, ci ha offerto un vasto sapere sull’ “alchimia” del mondo erboristico, poiché effettivamente di questo si tratta. In questo articolo – e giacché, per Tradizione, ma non solo, la raccolta di erbe si concentra nella giornata del 24 Giugno – approfondiremo il perché, dal punto di vista alchemico/erboristico, certe piante si raccolgono in particolari momenti dell’anno, in determinate ore e in determinati giorni.

La Scuola Medica antica – da Ippocrate, fino ai medici Rinascimentali – riconosce, nel corpo umano, la secrezione di quattro umori. Il mancato equilibrio tra questi, genera la malattia. Sappiamo anche che, astrologicamente parlando, cinque sono i pianeti che influiscono in larga misura la condizione psicofisica dell’uomo e, in generale, tutti gli esseri viventi della terra; i pianeti sono Venere, Mercurio, Marte, Giove, Saturno (pianeta a parte che merita un approfondimento in futuro). L’elencazione che ho scelto non è casuale, poiché ciascun pianeta rappresenta le cinque fasi della vita di ciascun uomo – nascita, adolescenza, gioventù, maturità e vecchiaia -, ma rappresentano tanto altro.
In linea generale, come afferma Ildegarda di Bingen, le erbe andrebbero raccolte – tagliate, sradicate - in luna crescente, quando queste sono piene, poiché, così facendo, le preparazioni erboristiche manterranno tutte le proprietà balsamiche della pianta.
Quando andremo a raccogliere delle erbe, assicuriamoci che l’ambiente circostante sia ottimale alla pianta, in modo che questa sia in armonia ed equilibrio con i quattro elementi. Dobbiamo accertarci, durante la raccolta, che la pianta si trovi in una posizione tale da godere degli influssi del sole e della luna, che non sia colpita dal troppo vento, che il terreno sia sufficientemente idratato, che le parti da raccogliere siano integre e piene.
Le radici andrebbero raccolte in autunno, senza che ci siano brine sul terreno e rispettando orari ottimali, come il primo mattino o appena prima del tramonto, in giornate dal tempo bello e stabile.
Il fusto, i fiori, i frutti e le foglie andrebbero raccolti  allo sviluppo completo della fioritura, in orari del mattino, sempre prima di mezzogiorno, con il sole chiaro e nitido.
Volendo seguire il principio dei quattro elementi in relazione alla pianta, diremo che le radici sono associate all’ elemento terra, le foglie all’ elemento acqua, i fiori all’ elemento aria e i semi all’ elemento fuoco; per corrispondenza diremo anche che le radici sono associate a Saturno - il quale è un pianeta a sé stante, del quale parleremo in separata sede -, il fusto/gambo a Marte, le foglie alla Luna, i fiori a Venere, i frutti a Giove e i semi a Mercurio.
Come sappiamo, anche le piante hanno un’energia vitale, strettamente collegata ai pianeti che ho citato sopra; in base all’ influenza di questi sulla pianta – dove di conseguenza sono divise in categorie, in base al pianeta che le governa – cambieranno quindi le loro proprietà. Vi siete mai chiesti infatti perché una pianta ha alcune proprietà rispetto ad altre? Gli antichi lo spiegano in base ai pianeti.
Le piante con proprietà diuretiche, antisettiche sono, ad esempio, governate da Venere – agiscono sugli organi sessuali -; quelle con proprietà stimolanti, toniche, afrodisiache, sono governate da Marte – cistifellea e bile -; le piante con proprietà antiossidanti, nervine, rilassanti e contro le emicranie sono governate da Mercurio – bronchi, addome, polmoni -; quelle con proprietà calmanti, soporifere, lenitive sono governate dalla Luna; con proprietà sudorifiche, ricostituenti, digestive e stimolanti – cuore e circolazione – sono governate dal Sole; le piante con proprietà astringenti, coagulanti, antinfiammatorie, febbrifughe sono governate da Saturno e le piante con proprietà balsamiche, antispasmodiche ed emollienti sono governate da Giove. Ovviamente, in base alle proprietà, le piante andrebbero raccolte nei giorni della settimana governati dai pianeti che li caratterizzano.

Iperico - cacciadiavoli o erba di San Giovanni - si raccoglie per la festa del Santo, il 24 Giugno, in corrispondenza con il Solstizio d' Estate.
Tra le piante solari ricordiamo – e qui veniamo al Solstizio – il “cacciadiavoli”, ovvero l’Iperico. Essendo una pianta solare, dovrebbe essere raccolta in pieno giorno, e, precisamente, proprio per il giorno di San Giovanni Battista. La pianta va raccolta in pieno giorno affinché i fiori siano schiusi, asciutti e affinché abbiano tutta l’energia tipica del pianeta che lo governa. L’ Iperico è una pianta molto utilizzata in campo erboristico, conoscerete tutti infatti il famoso oleolito.
Nel prossimo articolo vi parlerò di come preparare l’olio rosso d’ Iperico ;)
State connessi.

Spero che questa piccola infarinatura in tema alchemico vi sia piaciuta; se così fosse approfondiremo l’argomento!

mercoledì 8 giugno 2016

Pelle mista: Consigli e Rimedi Naturali

Ciao a tuttiiii! 
Finalmente ho trovato del tempo libero per scrivere un nuovo articolo nel mio adorato blog! Ero un po’ indecisa sulla tematica da trattare oggi, avrei voluto postare una ricetta tutta da provare, o qualcosa di mirabolante, ma alla fine sono arrivata alla conclusione che sarebbe stato opportuno iniziare le schede sulla pelle!
In pagina Facebook vi avevo già accennato in modo approssimativo le diverse tipologie di pelle, come riconoscerle, e diverse piccole abitudini  da cambiare nel nostro stile di vita. Oggi voglio aprire le schede parlando della pelle mista.

CHE COS’E’ LA PELLE MISTA? PERCHE’ SI CHIAMA COSI’? COME RICONOSCERLA?